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ANELLO DEI PARCHI, un percorso per il bello

“Un percorso per il bello” attraversando Ciampino, dall’ Asse degli Acquedotti fino all’Appia Antica

Il GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Bici è un progetto partecipato per la realizzazione di un anello ciclo-pedonale accessibile a tutti che si sviluppa per 45 km all’interno della città di Roma. Il GRAB vuole diventare la colonna vertebrale della futura rete ciclabile capitolina e punta a realizzare collegamenti con i quartieri periferici di Roma e i comuni limitrofi, promuove idee di mobilità nuova nella città e accoglie proposte di cittadini, comitati e associazioni per cambiare la città con azioni semplici, condivise, partecipate (facebook.com/grabvelolove/).

Ciampino Bene Comune vuole cogliere le opportunità offerte al territorio dall’avvio del progetto GRAB e propone un percorso che mette in collegamento con un circuito ad anello il Parco dell’Appia Antica e il Parco degli Acquedotti e offre lo spunto per raggiungere, attraverso le sponde dei Fossi,  il Parco dei Castelli Romani. Il percorso ciclo- pedonale proposto diventa la giunzione tra l’Appia Antica, all’altezza di Via Capanne di Marino e la parte terminale dell’Asse degli Acquedotti, in corrispondenza dell’abitato di Morena, attraversando Ciampino. Il percorso ha una lunghezza complessiva di 4,5 km, si sviluppa prevalentemente lungo la Via dei Laghi che abbraccia a Sud tutto l’abitato di Ciampino e poi si inoltra per un buon tratto lungo le sponde del fosso Patatona, fino al sottopasso della ferrovia Roma-Cassino.

La proposta vuole anche essere la dorsale per lo sviluppo della mobilità sostenibile nella città di Ciampino, con percorsi ciclo pedonali all’interno dei quartieri divisi tra loro da ben quattro linee ferroviarie, asserragliati dal traffico veicolare, dove la presenza dei ciclisti è vista spesso con sofferenza ed intralcio alla circolazione. La proposta di una rete di percorsi ciclabili con la connessione alle tre stazioni ferroviarie presenti nel territorio, oltre a quella principale, può essere invece un vero rimedio all’uso indiscriminato dell’automobile.

Inoltre il percorso è un primo passo per l’avvio del recupero dei fossi che solcano il nostro territorio, per utilizzare il loro margine come tracciato ciclo-pedonale fino alle loro sorgenti nel cuore del Parco dei Castelli Romani. Qualche decennio fa l’unica soluzione che si seppe dare all’inquinamento dei corsi d’acqua, fu il loro occultamento. Infatti il percorso “Asse degli Acquedotti”, proposto dall’Associazione VII Biciclettari, dopo aver scavalcato il Grande Raccordo Anulare delle macchine si inoltra nel territorio di Ciampino e di Morena utilizzando quella striscia di cemento che nasconde l’alveo del Fosso Patatona. Proponiamo non più la tombatura come soluzione al problema dell’inquinamento ma, ora che i fossi sono tutelati con una fascia di rispetto e soprattutto di inedificabilità di ben 150 metri per parte, vogliamo che la pista ciclabile sia il primo passo verso il recupero ambientale di aree così importanti per la nostra città.  Due fasce larghe 300 metri che, se pur parzialmente occupate da fenomeni di abusivismo, costituiscono un corridoio naturale che si insinua nelle aree edificate.

Ultimo, ma non meno importante obiettivo della proposta, è la necessità di mettere in connessione alcuni elementi del nostro patrimonio storico culturale che troppo spesso è occultato, dimenticato e difficilmente accessibile. Su questo territorio, al confine comunale di Roma e alle pendici dei Castelli Romani, è ancora possibile inquadrare, attraverso l’immagine scomposta di una periferia senza regole e qualità, scorci della campagna romana e degli elementi naturali o antropici che hanno costituito fino a cento anni fa il paesaggio di Ciampino mentre ora ne sono la parte più occultata: casali, antichi tracciati viari, torri, mole, fontanili, evidenze archeologiche. 

Lungo il tracciato proposto si affiancano queste testimonianze e vogliamo che la più significativa per i numerosi aspetti che coinvolge, la tenuta del Muro dei Francesi, diventi il perno, lo snodo fondamentale di questo percorso. Il parco, sottratto all’edificazione dal muro che lo circonda e dalla volontà dei cittadini di Ciampino, deve ritornare nella disponibilità della nostra città. Il sito, sede della Villa attribuita a Valerio Messalla Corvino, console romano del I secolo a.C. pochi anni fa ha restituito un gruppo di sette statue che rappresentano il mito di Niobe e dei suoi sfortunati figli. Ora vogliamo che queste sculture ritornino – con il restauro dei casali, il recupero dell’uliveto secolare e della piccola chiesa in abbandono – nel contesto culturale di appartenenza.

Il tracciato diventa quindi un elemento di riqualificazione del territorio di Ciampino che è uno dei più urbanizzati d’Italia, con una percentuale di suolo cementificato pari al 39,75 %, una qualità dell’aria tra le peggiori nel Lazio, congestionato dal traffico di attraversamento dei pendolari provenienti dai Castelli Romani, schiacciato dal traffico aereo cresciuto negli ultimi 15 anni senza il rispetto delle regole.

Nonostante tutte queste criticità il nostro territorio si incunea tra le aree archeologiche e naturalistiche più belle d’Italia ed è partendo da quelle che vogliamo ritrovare stimolo per la sua riqualificazione e una nostra migliore qualità della vita.

Scarica la relazione completa

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Ciampino Bene Comune per l’attuazione dell’articolo 42 della Costituzione

Domenica 22 Gennaio Ciampino Bene Comune ha partecipato all’assemblea “Attuare la Costituzione” promossa da Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Come è noto la nostra associazione sta cercando di far partire per l’area del parco dei Casali un percorso di riappropriazione collettiva, che trova la sua giustificazione giuridica proprio nell’applicazione dell’articolo 42 della nostra Carta fondamentale.

Non siamo soli in questo percorso, come testimoniano le esperienze di Napoli e San Giorgio di Pesaro, di cui è possibile leggere un breve resoconto in questo articolo di Salviamo il Paesaggio.

Dopo una fase di sensibilizzazione in cui abbiamo costruito diverse iniziative in città abbiamo inviato una richiesta formale al sindaco, affinché si attivasse per la restituzione delle aree alla loro funzione sociale. Il testo della nostra richiesta è disponibile a questo link.

La nostra formale richiesta dopo tre mesi non ha ancora ricevuto alcuna risposta.

Per chi volesse approfondire pubblichiamo qui sotto due documenti riepilogativi del senso del percorso che stiamo portando avanti.

Parco Muro dei Francesi_ rivendicazione ai sensi art.42 Costituzione

Parco Pubblico a Muro dei Francesi

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IGDO, ancora nessuna notizia, perché questo assurdo silenzio?

Sono passaFoto IGDO 025ti più di cinque mesi da quel 13 aprile di quest’anno in cui si sarebbe esperita l’asta pubblica per la vendita della grande struttura sita nel cuore del centro storico di Ciampino. Diciamo ‘si sarebbe’ perché non solo non c’è nessuna comunicazione ufficiale del vincitore ma non si sa nemmeno se c’è un vincitore e se si è mai effettivamente esperita questa asta … Perché questo assurdo silenzio?

Non stiamo parlando di un bugigattolo qualsiasi che interessa solo e soltanto il venditore e i futuri acquirenti. Quando e cosa si farà di questa grande struttura (65 mila m3 su 1,69 ettari) interessa tutta la città e sono più di 15 anni che le associazioni e i movimenti cittadini lo affermano evidenziando l’importanza del complesso per la memoria storica di questa città e, al tempo stesso, sottolineando le caratteristiche costruttive, la dimensione e le grandi potenzialità che l’IGDO potrebbe avere per Ciampino, malgrado lo stato di abbandono in cui attualmente versa la struttura. Sia l’edificio che la grande area di sedime, anche per la loro posizione strategica, sono parte integrante della tessitura urbana del centro cittadino che, con il suo disegno a raggiera, fa ancora leggere la struttura del progetto della Città Giardino che si tentò di realizzare nella seconda e terza decade del Novecento”.

Che questi concetti base non siano patrimonio dell’Amministrazione ciampinese è ormai noto a tutti e la contrarietà della città alla decisione presa dal Comune che non intendeva partecipare all’asta, nonostante un  prezzo base più che abbordabile, si è espressa spontaneamente e senza ombra di dubbio con la grande fiaccolata della sera del 12 Aprile scorso.
Quanto si deve ancora aspettare per conoscere come stanno le cose e per iniziare ad ipotizzare il futuro dell’IGDO e di conseguenza del centro storico cittadino? Quali sono gli impedimenti per completare l’iter della vendita?

È evidente che i tempi della conclusione ufficiale dell’Asta hanno superato qualsiasi attendibile lentezza burocratica e che quindi c’è una situazione anomala che è doveroso rendere pubblica, magari con una specifica richiesta di chiarimenti al Ministero dello Sviluppo Economico che è il garante della regolarità dell’Asta stessa.

È mai possibile che l’Amministrazione non senta il bisogno di conoscere la situazione su una questione così sentita dall’intera città?

Rimane tutto in piedi il messaggio della fiaccolata del 12 Aprile: ASTA O NON ASTA LA PARTITA NON È CHIUSA,  IGDO BENE COMUNE!

Ciampino, 4 Ottobre 2016

Ciampino Bene Comune – Città in Comune – Officine Civiche

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IGDO, immagini della memoria

http://ciampinobenecomune.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2016/04/IGDO_1080P.wmv

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Fiaccolata cittadina per l’IGDO bene comune

igdo_testaIl Consiglio Cittadino di Venerdì 7 Aprile ha visto una altissima partecipazione di cittadini ed ha tracciato un primo bilancio dell’incontro: l’amm.ne comunale ha rinunciato alla possibilità di acquisire l’Igdo, nonostante il diritto di prelazione certificato dalla nota ricevuta dalla Sovrintendenza lo stesso giorno. Di fronte a questo ennesimo rifiuto di un cambio di rotta e il conseguente regalo al soggetto privato di turno, la città non sarà complice.
Il Consiglio Cittadino ha chiesto in ogni modo all’amministrazione di partecipare all’asta per far tornare l’Igdo in mano pubblica, non ci è stato dato ascolto. Ora questi signori chiedono tempo e fiducia, promettendo, a giochi fatti, un percorso più chiaro e trasparente.
Noi rispondiamo scendendo nuovamente in strada per abbracciare simbolicamente l’Igdo con una fiaccolata di protesta, nelle stesse ore in cui si svolge l’asta, per ribadire che la cittadinanza non sarà complice del regalo del suo centro storico ai soggetti privati. Una fiaccolata simbolica che apre una nuova fase, quella della vigilanza democratica e diretta sulle proposte che l’amministrazione andrà a trattare con il ‘fortunato’ vincitore dell’asta.
Non faremo un passo indietro perché l’IGDO è un Bene Comune di questa città e non accetteremo scelte urbanistiche che non siano discusse e condivise dalla cittadinanza.
L’appuntamento è per Martedì 12 Aprile alle ore 20.00 in Piazza della Pace (angolo Via Due Giugno). Invitiamo tutti i partecipanti a venire muniti di fiaccole o torce elettriche per illuminare l’area.

Ciampino Bene Comune

Città in Comune

Officine Civiche

Rifondazione Comunista

Movimento 5Stelle Ciampino-Morena

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IGDO all’asta, NO alla svendita, SI all’acquisizione pubblica!

Foto IGDO 025

Da qualche giorno i cittadini hanno appreso la notizia di un’asta pubblica per l’IGDO. Venerdì 18 Marzo, nell’incontro che Ciampino Bene Comune ha organizzato alla Sala Consiliare per il Parco pubblico al Muro dei Francesi, è intervenuto il Sindaco che ha confermato la disponibilità dell’Amministrazione Comunale per realizzare il parco, ma ha anche parlato dell’IGDO. Terzulli ha detto che ci sono stati errori nel passato per le scelte recenti e lontane intraprese per il grande complesso edilizio cittadino e che non è però nelle intenzioni dell’amministrazione comunale partecipare all’asta pubblica, anche se si parte dall’importo minimo di solo 1.500.000 di euro. Il Sindaco ha dunque lasciato la parola all’Assessore Pazienza che ha riconfermato come non ci sia da parte del Comune né la volontà né la disponibilità economica per partecipare all’asta. Sappiamo però, dall’intervista che lo stesso Pazienza ha rilasciato qualche giorno fa agli organi di stampa, che il Comune stesso ha indirizzato la Siciet, società proprietaria dell’IGDO, verso l’asta pubblica, ma senza mai neanche pensare di poter partecipare o di acquisire in qualche modo l’intero complesso edilizio. Eppure è proprio il programma di mandato del Sindaco che indica chiaramente questa strada poiché per l’IGDO è riportato espressamente: “Saranno valutate e privilegiate tutte le possibili collaborazioni con enti e istituzioni sovracomunali per arrivare ad una acquisizione pubblica dell’area”!
Ecco dunque alcune domande che nascono immediate di fronte a questa vicenda:

  1. Il Sindaco e l’Assessore Pazienza si sono almeno adoperati per attivare e intraprendere contatti con gli enti e le istituzioni sovracomunali per poter giungere all’acquisizione pubblica dell’area?
  2. Perché l’amministrazione comunale rifiuta di partecipare all’asta pubblica e lascia così aperta l’acquisizione dell’IGDO non per la collettività ma per i costruttori che si presenteranno e che con una offerta esigua potranno disporre dell’intero complesso?
  3. In questi quasi due anni i cittadini non hanno saputo nulla di quanto maturava per l’IGDO. Quali sono state dunque le strategie e le iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale per mantener fede a questo impegno del programma di governo?
  4. Per l’acquisizione dell’IGDO si potrebbero utilizzare le risorse di mutui già attivi che potrebbero rendere disponibili già ora molto denaro pubblico e dunque perché ci sono tanti dubbi nell’utilizzarli con proficuità, cogliendo un obiettivo ampiamente condiviso dalla gran parte dei cittadini?

Sull’asta dell’IGDO restano comunque molti dubbi poiché i documenti allegati all’avviso riportano una perizia per l’edificio che si riferisce a un progetto mai approvato, anzi bocciato dalla Commissione Consiliare IGDO nel 2009. Anche il precedente progetto, risalente al 2001, fu ritenuto “inattuabile” dal Consiglio Comunale nel 2008. Inoltre il complesso sembra gravato da tutele e vincoli che appaiono tutt’ora efficaci, mentre l’avviso d’asta non li riferisce affatto. Indubbiamente per tutta la vicenda è stata attuata una trattativa con la proprietà, senza informare i cittadini. C’è troppa poca chiarezza e trasparenza poiché, in conclusione, non si comprende cosa sia affettivamente posto all’asta: un rudere di 73.000 metri cubi che ha il vincolo di “centro storico cittadino” imposto dal PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale) oppure una volumetria che si può variare in chiave speculativa, rivolto solo agli interessi dei soliti costruttori locali?
La rinuncia del Sindaco e dell’amministrazione comunale di centrosinistra alla acquisizione pubblica è la rinuncia alla città pubblica ed una apertura totale all’interesse di parte e privato. È la rinuncia a dotare l’intera città e il centro cittadino dei servizi pubblici che da decenni mancano. A loro poco importa se così tradiscono apertamente il mandato degli elettori e non rispettano gli impegni che hanno dichiarato di attuare. Solo per questo dovrebbero dimettersi, ma possiamo aspettarci una cosa simile da chi invece mostra di non avere rispetto per gli altri?
Ciampino Bene Comune invita tutti i cittadini a riappropriarsi del diritto di decidere e scegliere il meglio per la città dove abitano. Sosteniamo e rilanciamo quel percorso di partecipazione diretta, mobilitazione e discussione pubblica e trasparente che diverse realtà cittadine avevano già intrapreso molti anni fa in difesa dell’IGDO. Ora spetta alla nostra capacità collettiva la possibilità di impedire di svendere la memoria, la storia e il futuro della città pubblica.

Partecipiamo al Consiglio Comunale convocato per discutere della vicenda dell’IGDO
Giovedì 31 marzo ore 15,30 – sala consiliare via IV Novembre

Presidio cittadino con microfono aperto a chiunque voglia dire la sua
Sabato 2 Aprile ore 17,00 – Piazza della Pace

Colorata presenza alla “Vola Ciampino” per informare e discutere fra cittadini
Domenica 3 Aprile ore 9.00 – 12,00 vie del centro

Ciampino, 26 marzo 2016

Aderiscono:
Città In Comune
Officine Civiche
Rifondazione Comunista

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Realizziamo insieme il parco del muro dei francesi

ldc-543bdb06c6ec75.76766014Il Movimento Ciampino Bene Comune, assieme al Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio lancia un appello alla città di Ciampino, ai suoi movimenti di base, alle sue forze associative e politiche ed a tutti coloro che si ritrovano nell’idea di fare dell’intera area del Muro dei Francesi un grande parco pubblico.

È stata una vittoria, nell’ottobre 2015, l’apposizione del vincolo da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio che ha ampliato sull’intera Tenuta le tutele già parzialmente presenti dal 1935. L’area, di circa 20 ettari, è stata dichiarata inedificabile, perché di “interesse culturale particolarmente importante” mettendola così al riparo dagli interessi speculativi in atto.
Una vittoria di tutta la città di Ciampino e Ciampino Bene Comune ha l’orgoglio di aver fatto la sua parte per il conseguimento di questo risultato: ma questo non basta.
Non basta a tutelare pienamente i beni, lasciati da decenni in completo abbandono e degrado. Tantomeno basta per garantire la fruizione di questo bene prezioso.
È indispensabile ora un’azione popolare, che per essere tale deve vedere attiva tutta la città, i suoi movimenti, le sue forze associative e politiche.

È questo un appello per un’azione popolare che riconduca al bene comune i beni di una parte importante della Tenuta del Muro dei Francesi, che comprende i Casali, il Portale e la chiesuola, abbandonati dai proprietari. Come noto per colpevole incuria è crollato nell’aprile 2011 il Portale secentesco, nel luglio 2014 è crollato il tetto della chiesuola ed oggi gli stessi Casali presentano gravissime lesioni alle murature e squarci nelle coperture. Un’area di circa 3,4 ettari rischia così di perdere, per l’incuria della proprietà, proprio quegli elementi che la caratterizzano da oltre quattro secoli e che finalmente sono stati pienamente riconosciuti patrimonio dell’intera collettività. Con un’azione popolare che si avvalga di quanto disposto dall’art. 42 della Costituzione, che tutela la proprietà privata ma nei limiti della sua funzione sociale, chiederemo che tali beni, per averne i loro proprietari violato la funzione sociale, abbandonandoli, vengano formalmente iscritti al patrimonio comunale di Ciampino. Un percorso per il quale ha garantito il patrocinio il prof. Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale.
Al fine di avviare tale azione Ciampino Bene Comune ha già incontrato il Sindaco di Ciampino e inizierà un ciclo di incontri con i cittadini, le associazioni, i comitati di quartiere per chiedere di raggiungere insieme questo obiettivo.

Il documento “E ora, il Parco del Muro dei Francesi” che alleghiamo, specifica nel dettaglio l’azione che intendiamo proporre e portare avanti.

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Volantone Informativo di Ciampino Bene Comune – Luglio 2015

Per festeggiare l’apposizione del vincolo sull’area del Muro dei Francesi abbiamo raccolto alcuni recenti articoli sulle varie vicende urbanistiche del nostro comune e impaginato questo volantone.

Ne troverete diverse copie cartacee distribuite un po’ ovunque per i bar, le edicole e i negozi di Ciampino. Se non riuscite a trovarlo potete comunque richiedercelo scrivendoci una mail.

Se vi accontentate di una sfogliata elettronica potete gustarvela qui sotto.

Buona lettura

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Il Ministero per i Beni Culturali estende il vincolo su tutta la Tenuta del Muro dei Francesi a Ciampino!

VincoloMuroDeiFrancesi-7La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Lazio, come suggerito dalla sentenza del TAR, ha riformulato il vincolo di tutela sulla Tenuta del Muro dei Francesi, dichiarando l’intero sito di “interesse culturale particolarmente importante”. Come noto la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale dello scorso gennaio – inopportunamente colta come favorevole dai cementificatori ricorrenti – obbligava gli Uffici del Ministero a motivare in modo più preciso e puntuale la decisione di apporre il vincolo indiretto su gran parte dell’area della Tenuta, scriteriatamente scelta dal Comune di Ciampino per il piano edilizio ex lege 167.
Leggiamo dal nuovo avvio del procedimento di tutela che “al fine di ottemperare a quanto richiesto dal TAR, nel corso della indispensabile rivisitazione dell’intero impianto del provvedimento impugnato, sono emersi ulteriori elementi di interesse[…]che hanno [determinato] l’esigenza di assicurare una diversa e maggiore tutela dell’area stessa”. È stato emesso così con un nuovo provvedimento di tutela diretta sull’intera area: dalla via dei Laghi a via del Sassone, sino a via Superga e via dell’Ospedaletto, comprendendo gli uliveti storici ed il Casale dei Monaci, per un totale di oltre 20 ettari.

Si tratta di una decisione importante – da anni perseguita da Ciampino Bene Comune –rispettosa dell’unitarietà del sito “inscindibile unicum rappresentato da tutta l’area”.
Questa decisione, in linea con l’inserimento del sito nel 2014 World Monuments Fund ribadisce, ben oltre i limiti e le ottusità comunali, l’importanza internazionale di quest’area e le grandi potenzialità di sviluppo, offerte da nuove economie non più basate sul mattone.
Speriamo che tutto ciò possa permettere di realizzare in futuro – se si sapranno cogliere a livello locale le opportunità – un grande parco pubblico, concretizzando i progetti e i sogni che i cittadini e centinaia di studenti delle scuole di Ciampino hanno immaginato in questi ultimi 15 anni.

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LE STATUE DI MESSALLA E DI OVIDIO RIDOTTE A RAGAZZE PON-PON DELL’ENAC, DI RYANAIR E DELL’AMMINISTRAZIONE DI CIAMPINO

niobideÈ solo una foto. È solo la foto di una delle statue della villa di Messalla. Ma la sua potenza emoziona.

Moltiplicatela per sette. Immaginatevi le sette statue intorno alla grande natatio con il fondo spigato ed i mosaici policromi emersa tre anni fa al Muro dei Francesi. Ed ascoltate in contemporanea una voce che legge il racconto che ne fa Ovidio nelle sue Metamorfosi: avrete solo una vaga idea per cosa lottano da tre anni le associazioni di base di Ciampino.
Non basta. Perché dopo Messalla ed Ovidio a Muro dei Francesi la storia si è incaponita a tornarci e tornarci ancora. Molto probabilmente per la battaglia che ha deciso per sempre la sede del Papato a Roma (nel bene e nel male…), certamente con quei Casali del Seicento, casini di caccia dei Colonna, che stiamo lasciando crollare, con quel Portale monumentale che abbiamo fatto crollare.

Associare tutto questo ad un AEROPORTO FUORILEGGE è lo specchio del pensiero del nostro Sindaco Terzulli e di tutti coloro che gaiamente lo sostengono e si coprono dietro di lui.

Questa Amministrazione si sta battendo per ridurre a orpello di cortili condominiali privati i beni culturali messi in luce (a Muro dei Francesi, così come a Colle Olivo) ricorrendo contro il vincolo della Soprintendenza, a braccetto con costruttori e proprietari MA STA SUPERANDO SE STESSA CON LA PROPOSTA DI QUESTI GIORNI, letta sul Messaggero di lunedì 22 scorso:

Una Mostra (in un luogo imprecisato) in occasione del Centenario dell’aeroporto di Ciampino delle Sette Statue Che Raccontano Il Mito Di Niobe, Emerse A Muro Dei Francesi.

UNA SACRILEGA MERCIFICAZIONE DEL BELLO CHE DENUNCIAMO COME INACCETTABILE

UNA AMMINISTRAZIONE CHE NON È IN SINTONIA CON LE SOFFERENZE DI UNA CITTÀ VESSATA DALLA PROTERVIA DI CHI GESTISCE E FA PROFITTO DI UN AEROPORTO VETUSTO CHE VIOLA LEGGI DI QUESTO NOSTRO STATO

Ciampino non ha nulla da festeggiare per i cento anni di questo aeroporto che ci avvelena l’aria

Un aeroporto che gestori senza scrupoli e controllori ciechi stanno sfruttando a dismisura senza aver prodotto le documentazioni che la legge impone come la Valutazione d’Impatto Ambientale e la Valutazione Ambientale Strategica, violando deliberatamente e con continuità i limiti acustici, riversando le scorie di questo profitto sulle popolazioni di Ciampino, Marino e Roma

Per queste violazioni di legge della gestione aeroportuale

i cittadini, dopo aver chiesto per anni invano l’intervento a ogni i livello di amministratori pubblici, ritengono ormai che solo una specifica denuncia presso la Procura competente possa tutelare la loro salute e riportare la legalità su questo territorio.

Saremo contenti di vedere queste meraviglie dell’arte classica in una mostra che spieghi ed illustri alla città ed al mondo intero la loro storia, non certo nell’ambito di una maldestra operazione di marketing promozionale, mirata a ricollocare l’immagine di un aeroporto decrepito e fuorilegge.

Siamo pronti a preparare il ritorno delle statue nel luogo dove la storia le ha collocate

È PER QUESTO CHE CI SENTIAMO IN PIENA SINTONIA CON QUANTO DICHIARATO DAL MINISTRO

“…lasciare le opere nei comuni di origine

ed ancor più con la esplicita dichiarazione della nuova Soprintendente Archeologica RUSSO:

“…è auspicabile che le statue rimangano nel luogo dove sono state rinvenute, nell’ottica di una SUA valorizzazione“.

Quel “LUOGO” è quello inserito nel 2014 dal WMF nei 67 siti mondiali da salvare per le future generazioni:

il sito di Muro dei Francesi che deve diventare un parco archeologico aperto alla città ed a tutti, non un condominio di case private.

Il Movimento Ciampino Bene Comune, con la sua azione in questi tre anni ha cercato e sta cercando di salvaguardare una ricchezza storica della città, fino a pochi anni fa impensabile: ricchezza che potrebbe dare respiro ad un territorio urbanizzato senza alcun rispetto di chi ci vive, ricchezza che presenta tutte le condizioni, se ben gestite, per avviare un’economia della cultura e della bellezza. Un’economia che potrebbe ruotare intorno alla realizzazione, fruizione, racconto di un Percorso per il Bello, dall’Appia Antica al Muro dei Francesi ai resti della villa di Messalla, ai Casali secenteschi, per poi passare per la cisterna romana del sottopasso di Acquacetosa fino ai resti delle Terme della Villa romana di Colle Olivo e scendere nella zona delle Mole e Torri medievali e di un possibile Parco delle Acque, per entrare nella Valle Marciana e collegarsi con il Parco dei Castelli Romani.

Percorso per il Bello che al tempo stesso potrebbe esser il primo rammendo di questa periferia lacerata che tornerebbe ad avere un ruolo produttivo.

Ciampino Bene Comune

Salviamo il paesaggio

Città in Comune

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