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Il cuore e il simbolo della tenuta del Muro dei Francesi non sarà patrimonio pubblico.

Cancellata un’altra possibilità di riscatto per Ciampino

Nessuna prelazione per i Casali della Marcandreola. Nessun ente, Ministero dei Beni Culturali, Regione Lazio, Città Metropolitana, Comune di Ciampino, ha esercitato il diritto di prelazione (duecentotremila euro!) per riportare nella disponibilità pubblica il Portale di Via dei Laghi e il Casale principale con 4.700 mq di uliveto, il cuore della Tenuta del Muro dei Francesi.

La rabbia e l’irritazione per le dichiarazioni o il silenzio dei nostri amministratori sono ancora maggiori se ricordiamo gli impegni presi, le mozioni approvate dal Consiglio Comunale di Ciampino e dal Consiglio Regionale: dopo questi atti  nessun passo è stato fatto per concretizzare nei tempi dovuti le azioni necessarie.

Il Sindaco di Ciampino si è dimesso per incapacità a concludere il bilancio, il Commissario ci ha fatto rispondere dal sub commissario che non aveva i soldi, aggiungiamo noi, per dotare questa città di un grande parco pubblico, con due spiccioli. Dal Ministero dei Beni Culturali solo vagiti inconcludenti. Quando abbiamo appreso della mozione della consigliera regionale Marta Bonafoni abbiamo guardato con scetticismo a questo strumento.

Volevamo atti concreti dal presidente Zingaretti, che aveva promesso sin dalla scorsa legislatura l’interesse della Regione Lazio.

Abbiamo poi creduto che un intero consiglio regionale che aveva condiviso le nostre posizioni si sarebbe adoperato dal giorno dopo la votazione della mozione per concretizzare gli impegni presi per la prelazione. Al contrario nessuna notizia è più trapelata, solo incontri inefficaci con il Capo di Gabinetto della Presidenza, per rassicurarci che stavano lavorando. Il giorno della scadenza ci è stata invece comunicata la rinuncia della Regione. Senza scampo e senza alternative. La fiducia riposta nelle istituzioni era dunque infondata e noi tutti siamo stati traditi. La Regione Lazio non è stata in grado di trovare 203.000 euro e neppure di formulare uno straccio di progetto, anche solo copiando dalle decine di pagine che abbiamo scritto sulle potenzialità del sito e che abbiamo anche inviato agli uffici regionali.

Ma le vere e gravi motivazioni di questa rinuncia sono nelle parole finali che ci ha indirizzato il Capo di Gabinetto della Presidenza regionale, Ruberti, che suonano come una beffa e che fanno emergere il disegno culturale alla base di queste scelte politiche: non è importante la natura pubblica del bene, può essere un privato a gestirne la valorizzazione, a incrementare lo sviluppo delle conoscenze, la fruibilità del bene e lo farà meglio del pubblico! Noi non siamo d’accordo. Così facendo sarà il privato a godere dei profitti di un bene del quale è ormai unanimemente acclarata la funzione sociale. A noi resterà solo l’amarezza di assistere all’ennesima lacerazione del nostro territorio, schiacciato tra una urbanizzazione senza qualità e un aeroporto inquinante.

Suona sempre come una beffa il comunicato della consigliera Bonafoni nel quale ci rende noto che la Regione sta studiando l’istituzione del Parco Archeologico e Culturale. Ricordiamo che l’area è già tutelata da un forte vincolo ministeriale e l’etichetta di Parco a cosa servirà se la metà del territorio sarà privata? Non è questo quello per cui abbiamo lottato in questi anni: un grande parco pubblico per la città con un grande valore culturale per un territorio ben più vasto.

A questa politica di rapina e sfruttamento delle risorse pubbliche non ci arrendiamo.

Per questo crediamo che si debbano mettere in campo tutte le nostre energie per ribadire con forza la necessità di esercitare la prelazione per acquisire il secondo lotto, già assegnato con asta pubblica il 18 settembre per 249.000 euro. Comprende la Chiesuola, il Casale secondario e ben 28.500 mq di uliveto.

Il Ministero dei Beni Culturali non può tacere ancora una volta. E’ il primo ente al quale viene notificata la notizia di vendita. È dalla data di questa notifica che partono i tempi per la prelazione. Chiediamo che venga resa pubblica e che vengano chiamati alle loro responsabilità in modo efficace tutti gli enti territoriali, ognuno responsabile affinché si giunga ad un esito favorevole per i cittadini di Ciampino.

Scarica qui il comunicato in PDF

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