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Beni Culturali all’asta. I casali del Muro dei Francesi a Ciampino in vendita

Il cuore della Tenuta del Muro dei Francesi, interamente sottoposta a vincolo di tutela nell’ottobre del 2015 perché di “interesse culturale particolarmente importante”, è in questi giorni oggetto di un’asta giudiziaria del Tribunale di Velletri.

I beni di proprietà della Casa Bianca Srl – società in fallimento su cui grava anche un procedimento per violazione del Codice dei Beni Culturali per aver abbandonato e negli anni provocato il crollo di monumenti vincolati sin dal 1935 – saranno infatti in vendita sino al 29 novembre. Si possono acquistare all’incanto i ruderi del grande Portale barocco, lasciato crollare nel 2011, la chiesuola che si affaccia su Via dei Laghi, priva del tetto collassato recentemente, i casali secenteschi appartenuti ai Colonna e quasi 4 ettari di verde comprendenti l’oliveto storico.

Nella Giornata Nazionale del Paesaggio. La funzione sociale e culturale del Paesaggio. Tendere verso la bellezza, organizzata dal Mibact lo scorso marzo, il caso ciampinese della Tenuta del Muro dei Francesi, è stato giustamente rivendicato e celebrato, ribadendo il principio alla base del vincolo, ovvero: come sia “l’insieme dei monumenti presenti nell’area” – quelli all’asta, e l’adiacente sito archeologico della villa romana dei Valeri, balzato alle cronache internazionali nel gennaio 2013 per la scoperta delle sette statue del ciclo dei Niobidi – a formare “l’inscindibile unicum” posto a tutela.

Ciampino Bene Comune ed altri soggetti hanno avviato dal 2016 un’azione giuridica che, ai sensi dell’art. 42 della Carta Costituzionale, mira a sottrarre ai privati inadempienti la proprietà in questione. In nome del bene comune, di interessi collettivi e diritti fondamentali inviolabili, come quelli relativi alla fruizione e tutela dell’ambiente, si tenta di rimettere una prima parte della Tenuta del Muro dei Francesi nelle disponibilità della comunità territoriale che ne è stata privata facendone il nucleo fondativo di un grande Parco pubblico. A tal proposito, nell’ottobre 2016, era stato notificato al Sindaco di Ciampino l’invito perentorio a richiedere alla proprietà di impegnarsi per la riattivazione della funzione sociale dei beni abbandonati e, in caso di mancata risposta o rifiuto, trascorsi 150 giorni, egli avrebbe potuto procedere formalmente all’iscrizione di quei beni al patrimonio comunale. Non lo ha fatto, e ora quei Beni, architettonici, paesaggistici e storici rischiano di esser sottratti alla comunità territoriale con poco più di 500 mila euro. Eppure, a nostro avviso, la relazione tecnico – estimativa allegata all’asta fallimentare contiene alcune inesattezze e lacune che, di fatto, falsano il valore di quanto messo all’incanto: da un lato si sopravvaluta, ventilando la possibilità di realizzare abitazioni residenziali con le cubature esistenti (gli oltre 1500 mq dei fabbricati secenteschi), dall’altro si defalca e sottostima l’ammontare delle spese da sostenere per i lavori di restauro e da rifondere al Mibact. Se il reale valore commerciale dei beni in vendita è molto inferiore a quello stimato, altissimo, incommensurabile, è il loro valore culturale. Anche se il futuro acquirente sarà soggetto a tutti gli obblighi e spese derivanti dal vincolo, ci sembra innegabile il tentativo di sottrarre l’area dei Casali dall’assetto prospettato: nucleo fondativo di un grande parco pubblico di quasi 20 ettari in un territorio che vanta tra le più alte densità abitative del centro Italia, che abbracci l’intera Tenuta assicurando la continuità topografica e storica riconosciutale dalla disposizione di tutela.

Chiediamo a tutte le istituzioni coinvolte, partendo da Mibact e Comune di Ciampino, alle associazioni ed organizzazioni politiche e territoriali, di esprimersi e non assistere passivamente all’alienazione di questo Bene Comune.

Pubblicato in comunicati