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Il cuore e il simbolo della tenuta del Muro dei Francesi non sarà patrimonio pubblico.

Cancellata un’altra possibilità di riscatto per Ciampino

Nessuna prelazione per i Casali della Marcandreola. Nessun ente, Ministero dei Beni Culturali, Regione Lazio, Città Metropolitana, Comune di Ciampino, ha esercitato il diritto di prelazione (duecentotremila euro!) per riportare nella disponibilità pubblica il Portale di Via dei Laghi e il Casale principale con 4.700 mq di uliveto, il cuore della Tenuta del Muro dei Francesi.

La rabbia e l’irritazione per le dichiarazioni o il silenzio dei nostri amministratori sono ancora maggiori se ricordiamo gli impegni presi, le mozioni approvate dal Consiglio Comunale di Ciampino e dal Consiglio Regionale: dopo questi atti  nessun passo è stato fatto per concretizzare nei tempi dovuti le azioni necessarie.

Il Sindaco di Ciampino si è dimesso per incapacità a concludere il bilancio, il Commissario ci ha fatto rispondere dal sub commissario che non aveva i soldi, aggiungiamo noi, per dotare questa città di un grande parco pubblico, con due spiccioli. Dal Ministero dei Beni Culturali solo vagiti inconcludenti. Quando abbiamo appreso della mozione della consigliera regionale Marta Bonafoni abbiamo guardato con scetticismo a questo strumento.

Volevamo atti concreti dal presidente Zingaretti, che aveva promesso sin dalla scorsa legislatura l’interesse della Regione Lazio.

Abbiamo poi creduto che un intero consiglio regionale che aveva condiviso le nostre posizioni si sarebbe adoperato dal giorno dopo la votazione della mozione per concretizzare gli impegni presi per la prelazione. Al contrario nessuna notizia è più trapelata, solo incontri inefficaci con il Capo di Gabinetto della Presidenza, per rassicurarci che stavano lavorando. Il giorno della scadenza ci è stata invece comunicata la rinuncia della Regione. Senza scampo e senza alternative. La fiducia riposta nelle istituzioni era dunque infondata e noi tutti siamo stati traditi. La Regione Lazio non è stata in grado di trovare 203.000 euro e neppure di formulare uno straccio di progetto, anche solo copiando dalle decine di pagine che abbiamo scritto sulle potenzialità del sito e che abbiamo anche inviato agli uffici regionali.

Ma le vere e gravi motivazioni di questa rinuncia sono nelle parole finali che ci ha indirizzato il Capo di Gabinetto della Presidenza regionale, Ruberti, che suonano come una beffa e che fanno emergere il disegno culturale alla base di queste scelte politiche: non è importante la natura pubblica del bene, può essere un privato a gestirne la valorizzazione, a incrementare lo sviluppo delle conoscenze, la fruibilità del bene e lo farà meglio del pubblico! Noi non siamo d’accordo. Così facendo sarà il privato a godere dei profitti di un bene del quale è ormai unanimemente acclarata la funzione sociale. A noi resterà solo l’amarezza di assistere all’ennesima lacerazione del nostro territorio, schiacciato tra una urbanizzazione senza qualità e un aeroporto inquinante.

Suona sempre come una beffa il comunicato della consigliera Bonafoni nel quale ci rende noto che la Regione sta studiando l’istituzione del Parco Archeologico e Culturale. Ricordiamo che l’area è già tutelata da un forte vincolo ministeriale e l’etichetta di Parco a cosa servirà se la metà del territorio sarà privata? Non è questo quello per cui abbiamo lottato in questi anni: un grande parco pubblico per la città con un grande valore culturale per un territorio ben più vasto.

A questa politica di rapina e sfruttamento delle risorse pubbliche non ci arrendiamo.

Per questo crediamo che si debbano mettere in campo tutte le nostre energie per ribadire con forza la necessità di esercitare la prelazione per acquisire il secondo lotto, già assegnato con asta pubblica il 18 settembre per 249.000 euro. Comprende la Chiesuola, il Casale secondario e ben 28.500 mq di uliveto.

Il Ministero dei Beni Culturali non può tacere ancora una volta. E’ il primo ente al quale viene notificata la notizia di vendita. È dalla data di questa notifica che partono i tempi per la prelazione. Chiediamo che venga resa pubblica e che vengano chiamati alle loro responsabilità in modo efficace tutti gli enti territoriali, ognuno responsabile affinché si giunga ad un esito favorevole per i cittadini di Ciampino.

Scarica qui il comunicato in PDF

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Parco pubblico Muro dei Francesi: esercitare subito il diritto di prelazione!

L’assemblea di ieri sera, molto partecipata, ha deciso di intraprendere una serie di iniziative per chiedere l’IMMEDIATO esercizio del diritto di prelazione per il primo lotto all’asta dell’area del Muro dei Francesi. I tempi sono strettissimi e, nonostante le espressioni di indirizzo, non si riscontrano atti coerenti con quanto deliberato dal consiglio regionale all’unanimità lo scorso giugno.

Abbiamo chiesto un incontro al Capo Ufficio di Gabinetto del Presidente Zingaretti, Albino  Ruberti, e giovedì una delegazione lo incontrerà. Invitiamo la cittadinanza a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, sede della Garbatella, Giovedì 27 a partire dalle ore 15.

Inoltre Venerdì 28 dalle ore 11.00 lanciamo una manifestazione davanti al portale monumentale della tenuta lungo Via dei Laghi, lasciato crollare nel 2011 e involontariamente divenuto simbolo delle politiche scellerate riservate al territorio. Resteremo in presidio permanente sino a che non riceveremo le dovute garanzie sulla formalizzazione degli atti necessari all’esercizio del diritto di prelazione del soggetto pubblico.

Invitiamo tutti/e a partecipare! Eà una grande occasione per riscattarsi da pluriennali politiche di mercificazione del territorio attraverso l’istituzione di un Parco Pubblico dalla grande valenza storica e culturale.

UNITI CE LA POSSIAMO FARE!

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Tenuta del Muro dei Francesi, il tempo delle promesse è finito!

Il 18 Settembre anche il secondo lotto della Tenuta del Muro dei Francesi all’asta è stato assegnato per 249.000 euro (base d’asta 168.000 euro). Questo elemento si aggiunge ad un’altra più preoccupante notizia:

i tempi della prelazione da parte del soggetto pubblico per il primo lotto sono in scadenza. Ai primi di agosto, nonostante avessimo ricevuto rassicurazioni diverse, è partita la segnalazione alla soprintendenza dell’avvenuta vendita e quindi i tempi della prelazione si contraggono ai primi di ottobre.

Nonostante le promesse fatte denunciamo che, dall’approvazione all’unanimità in regione della mozione di richiesta di prelazione sull’area, proposta dalla consigliera Bonafoni, non si registrano atti formali amministrativi regionali in grado di trasformare gli impegni assunti in azioni materiali. Al momento sia dalla Regione (a guida PD) che dal Ministero dei Beni e Attività Culturali (a guida M5S), entrambi in grado ed in dovere di giocare un ruolo concreto in questa vicenda, non si hanno notizie.

Ciampino Bene Comune non rimarrà certamente a guardare in silenzio. Facciamo un appello accorato a tutte le realtà politiche e sociali che da sempre si battono per un assetto unitario e pubblico del Muro dei Francesi a partecipare all’assemblea pubblica che terremo Lunedì sera alle ore 19 in Via Lucrezia Romana 33 per discutere insieme i prossimi passaggi (manifestazioni, presidi, incontri,etc.).

Non sarà facile ma non lasceremo andare così i casali e la tenuta senza farci sentire. Soprattutto senza far sentire il fiato sul collo a chi ha promesso e garantito impegno nella direzione della prelazione pubblica!

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Prosegue il confronto con la Regione Lazio per la realizzazione del Parco dei Casali, comunicato di Ciampino Bene Comune

DI SEGUITO PUBBLICHIAMO IL DOCUMENTO che come associazione CIAMPINO BENE COMUNE abbiamo elaborato ed inviato in data 30 luglio 2018 alla Segreteria del Presidente della Regione Lazio Zingaretti a seguito di un recente incontro con il capoufficio medesimo. L’incontro ha avuto come oggetto il nostro invito alla Regione ad esercitare il diritto di prelazione sull’area dei Casali di Muro dei Francesi che come noto è andata all’asta, nonché la mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale che invitava la Giunta ad attivarsi (negli stretti tempi di legge) per tale obiettivo e ad istituire nel sito un PARCO CULTURALE.

NOI CONFIDIAMO CHE L’ISTITUZIONE PUBBLICA REGIONALE RIESCA A COGLIERE QUESTA OCCASIONE PER UN’AZIONE CHE FACCIA SENTIRE AI CITTADINI, CONCRETAMENTE E DIRETTAMENTE, IL VALORE DELLA SUA PRESENZA.

IL DOCUMENTO è il frutto di un silenzioso lavoro di molti professionisti e attivisti della nostra associazione. È un necessario approfondimento sulle motivazioni che ci hanno spinto a sollecitare tale AZIONE PUBBLICA, a nostro avviso indispensabile. In esso abbiamo cercato di racchiudere le motivazioni della peculiarità non solo del sito di Muro dei Francesi, ma di una intera fascia dove i ritrovamenti archeologici degli ultimi 15 anni hanno riscritto la storia antica del nostro territorio finora sconosciuta al grande pubblico.

INFINE ABBIAMO APPRESO che è stata lanciata su Change.org una petizione per “Realizzare un museo Archeologico a Ciampino”. L’estensore della proposta – che in un primo tempo aveva utilizzato in modo del tutto arbitrario il logo di CIAMPINO BENE COMUNE, rimosso solo su nostra ferma richiesta – si firma “Un museo a Ciampino”.

Non sappiamo se si tratti di un’associazione (sconosciuta) o di un singolo cittadino che davanti alla tastiera del computer ha sognato il museo, certo è che una petizione così proposta, rischia di diventare un boomerang sia per il periodo nel quale viene lanciata (in pieno agosto) che per la scarsa e approssimativa informazione che viene data del sito e del territorio di Ciampino. Ma soprattutto questa richiesta è stata avviata senza porre le basi necessarie per far sì che sia credibile e realizzabile, con il pericolo di mettere su l’ennesimo museo impolverato che non riesce ad interessare alcun fruitore.

La petizione affronta temi a noi cari, la tutela dei reperti archeologici, della storia cittadina, del nostro ambiente. Temi che abbiamo affrontato innumerevoli volte in incontri pubblici, nei progetti con le scuole in conferenze con studiosi, archeologi, urbanisti, incontri nei quali sono intervenuti numerosi anche i cittadini di Ciampino perché crediamo che solo la consapevolezza dei beni che abbiamo a disposizione possa portare ad una vera tutela.

Il tema del Museo che raccolga le testimonianze del territorio avrà senso non attraverso la sottoscrizione con un clic di uno slogan ma con la partecipazione a quei processi di conoscenza che ci consentiranno di avere cura dei beni del nostro territorio.

IL NOSTRO DOCUMENTO PUNTA A DIMOSTRARE INNANZI TUTTO L’INDISPENSABILITÀ DELL’AZIONE PUBBLICA DI PRELAZIONE. OGNI ALTRO PASSO SUCCESSIVO SARÀ IL FRUTTO DELLA CONSAPEVOLE AZIONE CITTADINA.

Ci auguriamo che l’estensore della petizione abbia agito in buona fede, in tal caso lo invitiamo ad iscriversi alla nostra associazione e a dibattere collettivamente le proposte che vuole portare avanti anche a nostro nome.

Marina Veneri

PORTAVOCE dell’associazione

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Il cuore del futuro Parco pubblico del Muro dei Francesi venduto all’asta

Il cuore del futuro Parco Pubblico del Muro dei Francesi, una parte dei Casali e dell’uliveto è stata infine aggiudicata al miglior offerente. Il 24 maggio, alla terza asta, quando il ribasso è arrivato al 60% del prezzo stimato, il primo lotto costituito dal Casale principale e da circa 4.900 mq di terreno, è stato aggiudicato ad un privato per 203.000 euro.

Già dal nostro primo comunicato del 14 novembre 2017, appena saputo della messa all’asta del bene, avevamo ribadito le motivazioni del forte vincolo diretto che pesa su tutta l’area. Avevamo ricordato come nella Giornata Nazionale del Paesaggio, organizzata dal Mibact nel marzo 2017, il caso ciampinese della Tenuta del Muro dei Francesi, fosse stato giustamente rivendicato e celebrato, ribadendo il principio alla base del vincolo; ovvero: come sia “l’insieme dei monumenti presenti nell’area” a formare “l’inscindibile unicum” posto a tutela. L’insieme è composto dai beni messi all’asta e dall’adiacente sito archeologico della villa romana dei Valeri, balzato alle cronache internazionali nel gennaio 2013 per la scoperta delle sette statue del ciclo dei Niobidi.

Abbiamo chiesto da subito l’intervento degli enti preposti, Soprintendenza, Regione, Comune affinché si attivassero in modo concreto per partecipare all’asta o in seconda istanza per mettere in atto tutte le strategie per esercitare il diritto di prelazione, previsto per tutti i beni soggetti a vincolo. Il Consiglio comunale di Ciampino si esprimeva quasi all’unanimità il 23.11.2017 e dava mandato al Sindaco per verificare un intervento diretto del Comune o in seconda istanza della Regione Lazio.

Tutti nella scorsa campagna elettorale si sono sgolati in difesa del bene che doveva diventare pubblico. Ora sappiamo come è andata a finire per il Sindaco e la sua giunta: a Ciampino abbiamo un commissario e forse sei milioni di debiti.

Abbiamo appreso che la consigliera regionale Marta Bonafoni ha proposto il 23 maggio una mozione per un atto di indirizzo da portare in Consiglio Regionale per convocare un’apposita conferenza programmatica, per invitare gli enti interessati, per valutare se ricorrano le condizioni ecc. ecc. per esercitare il diritto di prelazione.

Ricordiamo a Marta Bonafoni che la necessità per la Città di Ciampino di acquisire queste aree strategiche per la realizzazione del Parco Pubblico al Muro dei Francesi, è stata già espressa dal Consiglio Comunale del novembre scorso, che il decaduto assessore regionale Buschini, mandato in tutta fretta da Zingaretti il 28 novembre a parlare con i cittadini, aveva già promesso l’istituzione di un tavolo, di un tavolino, di una conferenza programmatica entro una settimana e si era impegnato a verificare la fattibilità economica. L’attuale giunta è in perfetta continuità con la precedente e quindi ci piacerebbe sapere che fine hanno fatto le promesse dell’Assessore che parlava a nome di Zingaretti. Pensiamo tuttavia che ancora si possa arrivare alla definizione degli atti necessari per esercitare il diritto di prelazione. Chiediamo che la Regione Lazio individui subito il capitolo di spesa e tutte le risorse economiche necessarie. I tempi dettati dalla procedura non consentono tentennamenti e rischiano di arrivare a scadenza in pieno ferragosto vanificando così ogni promessa e le buone intenzioni.

È una battaglia che i cittadini e il territorio di Ciampino non possono perdere

Ciampino 31/05/2018

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Progetto Niobe – Incontro con le scuole

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Qualcuno pensa di menare per il naso questa nostra città

Venerdì 15 dicembre, le associazioni cittadine Ciampino Bene Comune, Italia Nostra sede di Ciampino, Officine Civiche, Legambiente “Il riccio”, hanno incontrato il Sindaco di Ciampino Giovanni Terzulli sulla vicenda dei Casali del Muro dei Francesi in vendita all’asta ed hanno constatato che gli impegni presi in merito nelle scorse settimane, da politici ed amministratori sia del Comune di Ciampino, sia della stessa Regione Lazio, non solo non si stanno concretizzando, ma non sono stati nemmeno avviati, malgrado i tempi strettissimi a cui dovrebbero esser sottoposti.

Impegni presi con dichiarazioni pubbliche, riprese anche da media locali, ma anche con atti formali.

Dichiarazioni così assertive che sono state tradotte in modo quanto mai fuorviante da qualche giornale locale come cosa … già fatta!

Ma è bene riassumere tali impegni:

  • Il Consiglio comunale del 23 novembre (dando seguito al vincolo monumentale posto dalla Soprintendenza sull’intera area del sito del Muro dei Francesi ed in conseguenza della delibera Consiliare del 29 Ottobre 2014 approvata al fine di realizzare un Parco Archeologico nel sito medesimo) ha approvato con voto favorevole del Sindaco, dell’intera maggioranza e della quasi totalità della minoranza una mozione che dà mandato al Sindaco per
  • Verificare se sussistono i criteri per l’ipotesi di acquisto del Comune ovvero:
    1. rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica:
    2. documentata indispensabilità e non dilazionabilità della spesa;
  • Sollecitare la Regione Lazio perché possa valutare l’opportunità di esercitare il diritto di prelazione sui beni oggetto dell’asta, costituendo la futura proprietà pubblica di tali beni condizione essenziale per l’istituzione di un Parco Regionale archeologico auspicato dalla delibera consiliare del 2014
  • Dopo il rifiuto di incontrare il 28 novembre scorso pubblicamente sulla questione le associazioni cittadine, il Presidente Zingaretti ha delegato l’Assessore regionale all’Ambiente a ricevere in una stanza della sede comunale le associazioni nel pomeriggio dello stesso giorno. Nell’incontro l’Assessore ha dichiarato che:
  • Avrebbe sollecitato un incontro (lo stesso Lunedì successivo) con la Soprintendenza (Ente titolato a delegare l’eventuale diritto di prelazione nella vendita dei Casali, beni fortemente tutelati per il forte vincolo apposto); incontro a cui avrebbe chiesto la partecipazione delle associazioni cittadine;
  • Avrebbe verificato la fattibilità economica per la partecipazione diretta al diritto di prelazione.

PER QUANTO RIGUARDA GLI IMPEGNI DELL’ASSESSORE REGIONALE,

malgrado i ripetuti e fiduciosi tentativi di contatto delle associazioni ciampinesi, finora non ci è stato possibile scalfire il muro della segreteria dell’assessore Buschini. Tentativi tesi a capire il significato del silenzio di queste ultime due settimane.

PER QUANTO RIGUARDA GLI IMPEGNI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE,

IL SINDACO ci ha dichiarato che:

  • Non ha avuto alcun contatto con la Soprintendenza perché … il Soprintendente cambierà a giorni;
  • Non ha avuto alcun contatto con la Regione: non abbiamo capito perché al di là del fatto che il Sindaco non ha solo questo da fare;
  • Ha verificato che può accendere il mutuo per l’acquisizione o per attuare il diritto di prelazione ma… ha candidamente ammesso di non esser convinto di fare questo passo: a suo parere sarebbe dubbia la indispensabilità della spesa che invece è vincolante per le leggi di bilancio. Ma ha anche dichiarato che in merito a questo “dubbio” HA INTENZIONE di investire la Corte dei Conti per … un consiglio in merito.

Intanto la struttura burocratica del Comune, rimane paralizzata dal dubbio amletico del Sindaco: di predisporre la delibera richiesta dalla Mozione… neanche a parlarne.

CHE CONCLUSIONE TRARNE DA QUESTO QUADRO SCONCERTANTE?

COME è MAI POSSIBILE CHE UN SINDACO DEVE “CHIEDERE CONSIGLIO” SU COME MUOVERSI ALLA CORTE DEI CONTI E NON AI SUOI DIRIGENTI?

CONSIGLI CHE SE MAI ARRIVERANNO -A FRONTE DI UNA RICHIESTA ANCORA NON FORMULATA- ARRIVERANNO TRA TRE-CINQUE MESI AD ASTA CONCLUSA?

LA RISPOSTA SIGNOR SINDACO SULLA INDEROGABILITÀ della spesa gliela può dare qualsiasi cittadino di questa città che a fronte di standard urbanistici che prevedono 9 mq/ab di verde pubblico se ne ritrova si e no 3 e LEI HA LA IMPERDIBILE POSSIBILITA DI ACQUISIRE AD UN PREZZO IRRISORIO (la base d’asta del 23 febbraio prossimo è meno di 400 mila €) BEN 4 (rarissimi tutti insieme nel comune di 11 kmq che ha il privilegio di amministrare) ETTARI DI VERDE CHE GUARDA CASO HANNO, come optional, ANCHE UN VINCOLO MONUMENTALE PAESAGGISTICO ED ARCHEOLOGICO PER L’INESTIMABILE VALORE STORICO ARCHEOLOGICO ED AMBIENTALE CHE LE è STATO ATTRIBUITO CON UN DECRETO MINISTERIALE.

MA DAVVERO SI PENSA DI PRENDERE IN GIRO COSÌ ASSOCIAZIONI E CITTADINI?

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PARCO PUBBLICO AL MURO DEI FRANCESI – Una partita tutta da giocare

LA SCORSA SETTIMANA MOVIMENTI ED ASSOCIAZIONI CITTADINE, TRA CUI CIAMPINO BENE COMUNE, HANNO INVIATO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ZINGARETTI, PER UNA PRESA DI POSIZIONE SULLA VENDITA ALL’ASTA DEI CASALI DEL SITO DI MURO DEI FRANCESI.

Avevamo anche chiesto di incontrarlo pubblicamente in occasione della sua venuta a Ciampino il 28 novembre scorso. Il Presidente ha sorpreso tutti rifiutando l’incontro pubblico con una comunicazione giunta nella mattinata del 28 con la proposta di anticiparlo nel pomeriggio, senza la sua presenza, ma con la partecipazione dell’assessore regionale all’ambiente. Nonostante l’orario proposto non abbia permesso la partecipazione della maggioranza dei movimenti che l’avevano richiesto, l’incontro si è svolto all’interno del Comune, con la partecipazione di CBC e con la presenza, oltre che dell’Assessore Buschini, anche del Sindaco Giovanni Terzulli e del Consigliere regionale Simone Lupi. 

LAssessore Buschini, alle rimostranze di CBC sull’incomprensibile rifiuto del Presidente ha ridotto la questione ad un banale problema di orari. Sulla questione posta dalle realtà cittadine relativa ad un impegno della Regione ad esercitare il diritto di prelazione per l’area dei Casali del Muro dei Francesi andati all’asta ha dato un assenso di massima, condizionando comunque l’azione ad una verifica della copertura economica ed  impegnandosi a garantire entro i primi giorni della prossima settimana un incontro con la Soprintendenza, ente titolato a concedere l’eventuale delega per l’esercizio del diritto di prelazione. Incontro a cui si è impegnato ad invitare anche movimenti ed associazioni cittadine.

FONDAMENTALE PER GARANTIRE OLTRE ALL’ACQUISIZIONE ANCHE LA REALE FRUIZIONE DEL SITO, SARÀ COMUNQUE L’ALLARGAMENTO DELL’AREA DEL PARCO DELL’APPIA ANTICA ALL’AREA DEL SITO CIAMPINESE: su questo è indispensabile un atto della Giunta e del Consiglio regionale che dovrà esser preso al più presto e comunque prima dello scioglimento del Consiglio Regionale.

TUTTO CIÒ, PUR LASCIANDO UNO SPIRAGLIO, È BEN DIVERSO DAL CLIMA DI EUFORIA CHE SI LEGGE IN MOLTE DICHIARAZIONI E PRESE DI POSIZIONE DI QUESTE ORE, ANCHE DI PERSONE E FORZE POLITICHE CHE HANNO FINORA PLATEALMENTE OSTEGGIATO (e tutti noi sappiamo con quali strumenti) LA TUTELA DI QUESTO PREZIOSO LEMBO DI TERRITORIO. DICHIARAZIONI E PRESE DI POSIZIONE CHE PRETENDONO DI DARE PER “RISOLTA” L’ACQUISIZIONE DEI CASALI. Un vero e proprio invito a starsene tranquilli a casa.

L’INVITO DI CIAMPINO BENE COMUNE è DI SEGNO TOTALMENTE OPPOSTO:

L’ASTA ANDATA DESERTA NON CI TRANQUILLIZZA AFFATTO: ALLUNGA SOLO I TEMPI DELLA DEFINIZIONE DI QUESTA PARTITA CHE NON DEVE CHIUDERSI CONTRO LA CITTÀ.

VIGILIAMO TUTTI PER EVITARE L’ENNESIMO SCIPPO AI DANNI DI QUESTO NOSTRO TERRITORIO.

VIGILIAMO TUTTI per garantire la realizzazione di un Parco Pubblico, paesaggistico ed archeologico, comprendente tutti i 12 ettari della Tenuta da accorpare, con progettazione condivisa degli usi e degli spazi, destinazione di uno dei fabbricati secenteschi a sede espositiva del gruppo dei Niobidi, ma anche per far tornare a produrre quegli splendidi terreni agricoli.

VIGILIAMO TUTTI per garantire la realizzazione di un vero grande polo culturale per la città e per tutti i territori confinanti, da cui possa partire per Ciampino, una nuova economia basata sul bisogno di cultura e di bellezza.

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Casali all’asta – La contro perizia di Ciampino Bene Comune

Immagine tratta dalla perizia dell’Arch E. Benedetti. Scaricabile in fondo al post

Come avevamo preannunciato nel nostro comunicato stampa del 21 novembre scorso abbiamo inviato al Curatore fallimentare, al Giudice delegato, alla Soprintendenza che ha emesso il Decreto di tutela del 2015 del sito ciampinese, nostre osservazioni alla perizia che concorre a determinare il valore della vendita dei due Casali e della relativa area di pertinenza di circa quattro ettari.

GIUDICHIAMO TALE PERIZIA CARENTE ED IN ALCUNI PUNTI FUORVIANTE TANTO DA SOPRAVVALUTARE QUANTO MESSO ALL’INCANTO.

CHIEDIAMO, AI TITOLARI DEL CORRETTO SVOLGIMENTO DELL’ASTA, DI PRENDERE ATTO DELLE INCONGRUENZE DA NOI RILEVATE NELLA STIMA, DI EFFETTUARNE UNA NUOVA O DI RETTIFICARE LA PRECEDENTE, DI INSERIRE ALLEGATO “AGLI ATTI” DELLA PROCEDURA IL NOSTRO DOCUMENTO.  

Nelle osservazioni infatti rileviamo come nella perizia allegata all’asta giudiziaria siano elencati in modo incompleto voci che si tradurranno in ulteriori spese per il compratore che diventerà custode dei beni monumentali acquistati e che dovrà obbligatoriamente sborsare in aggiunta alla somma per l’acquisto.

Ci riferiamo a risarcimenti dovuti al Mibact per i lavori già svolti per il portale barocco (Il valore indicato in € 55.953,12 per il restauro del portale ci risulta notevolmente sottostimato sia rispetto a quanto già speso, sia rispetto al costo complessivo dei lavori di anastilosi del monumento);  somme non citate relative ad alcuni lavori essenziali quali la manutenzione del muro di recinzione, oggetto esso stesso di vincolo monumentale. Inoltre non si ha cura di prevedere la spesa per sondaggi e probabili lavori di bonifica dagli ordigni bellici, rinvenuti copiosamente nei lotti limitrofi e quindi da praticare su tutto il terreno in vendita.

Fuorviante e del tutto illogica è infine l’esposizione secondo la quale si darebbe per “scontata” la destinazione residenziale dei fabbricati.

Partendo dal termine “Casale” si arriva ad affermare perentoriamente “Dunque trattasi di immobili con destinazione originaria ad abitazione”.

Una conclusione che sottende un errore di fondo dovuto alla non conoscenza di come il termine “casale” abbia assunto nel corso dei secoli, dall’età tardo antica, alla medievale, alla moderna e contemporanea, significati affatto diversi. Nel nostro documento abbiamo richiamato bibliografia, a nostro parere sufficiente, a confutare la destinazione originaria ad abitazione.

Qui sotto è possibile scaricare la Perizia dell’arch E. Benedetti e le osservazioni di Ciampino Bene Comune


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CIAMPINO CITTÀ IN SVENDITA

Il cuore della Tenuta del Muro dei Francesi è all’asta. Come al solito i cittadini lo hanno saputo solo per caso, così come accaduto per la vendita all’asta del complesso IGDO, il cuore della ex Città Giardino. Entrambi per una cifra risibile.

Il comunicato del Consigliere regionale Simone lupi a commento della notizia dell’asta ci ha lasciati stupefatti.

Siamo stupefatti perché ci siamo domandati:

  • se era lo stesso Lupi, assessore al bilancio e poi Sindaco del Comune di Ciampino, ora consigliere regionale che non riuscì a cogliere gli allarmi lanciati per oltre tre anni dalle associazioni cittadine per l’imminente crollo del Portale di via dei Laghi; se era lo stesso Lupi che insieme all’amministrazione comunale non ha detto una parola nell’aprile 2011 quando quel portale barocco, tra i più belli della campagna romana che costituiva l’accesso principale al sito del Muro dei Francesi, è poi crollato. Un crollo annunciato, ma nessuno, né i proprietari del bene che lo avevano in custodia, né gli enti preposti alla tutela, hanno avuto attenzione e pietà. Stesso copione nel luglio 2014 quando è crollato il tetto della Chiesuola su Via dei laghi. Ora, dopo tre anni è ancora esposta alle intemperie, condannata all’oblio nonostante sia un edificio religioso già citato nel Catasto Alessandrino (1660).
  • se era lo stesso Lupi che, all’indomani dell’avvio di vincolo di tutela da parte della soprintendenza Paesaggistica che avrebbe reso pressoché impossibile l’edificazione di 60.000 mc addosso ai resti della villa dei Valeri, affermava nelle sue dichiarazioni: “La comunicazione dell’avvio di procedimento […] giunge tanto inaspettata quanto grave nei suoi contenuti e presupposti […] Più che teso a tutelare i beni culturali […] sembra rispondere a una sorta di servizio a domanda individuale per tacitare i desiderata del comitato locale […]” e per rafforzare il suo parere sull’inconsistenza della motivazione di quel vincolo sottolineava che il portale della Marcandreola nel frattempo è rovinato a terra”.

Sì è certamente lo stesso Lupi. Evidentemente il Consigliere Lupi ha trovato il tempo per leggere narrativa e dispositivo del decreto di vincolo ed anche l’attenzione per comprenderne il significato.

PERTANTO, PRENDIAMO ATTO CHE LE PRECEDENTI POSIZIONI DEL CONSIGLIERE LUPI FANNO PARTE DEL PASSATO E NE SIAMO COLPITI E SODDISFATTI.

E’ bene ricordare, tuttavia, come si è arrivati a questo preciso frangente storico, riepilogando in sintesi le vicende che hanno interessato l’area oggi in vendita all’asta. 

La società Casa Bianca srl aveva acquistato i casali e circa 4 ettari di uliveto nel 1987. Da allora i beni, oggetto di varie proposte edilizie mai andate in porto, sono stati lasciati in colpevole abbandono nonostante i numerosi vincoli di tutela esistenti già dal 1935.

Risale infatti a quella data il vincolo sul portale barocco, poi nel 2005 vengono tutelati i Casali e l’area di pertinenza, nel 2007 la Soprintendenza manifesta l’interesse per tutta l’area recintata dal muro, ben più ampia di quella all’asta. Finalmente nel 2015, anche in seguito alla scoperta delle sette statue del ciclo dei Niobidi, notizia balzata alle cronache internazionali nel gennaio 2013, un vincolo definitivo riaccorpa in sé tutti i vincoli puntuali già esistenti e li amplia in virtù “… delle singole valenze storiche, architettoniche, archeologiche dei beni culturali ivi presenti e sulla base delle interazioni e relazioni visive tra gli stessi… [e] conferisce all’intero sito così delimitato un significato complessivo notevole che spazia tra la monumentalità dei singoli elementi/corpi architettonici al valore di memoria storica per gli eventi ivi susseguitisi”.

L’Amministrazione comunale di Ciampino ha ostacolato in tutte le sedi l’iter di apposizione del vincolo con osservazioni tese a limitarne l’influenza. Anche con un costoso ricorso al TAR.

Ancora adesso, dopo l’acclarata importanza del sito, nessuna pietà e nessuna voce si è levata per i casali che presentano squarci nelle coperture e pericolosi fuori piombo delle murature che annunciano imminenti nuovi crolli. Ciampino Bene Comune ha segnalato più volte, con perizie, fotografie, rilievi, lo stato di pericolo per l’esistenza stessa dei beni tutelati, ha segnalato i gravi danni, ma formalmente né la città di Ciampino, né lo Stato italiano è tra i creditori della società Casa Bianca, nonostante i danni irreparabili che questa società, sottraendosi al suo dovere di custode che la legge le ha assegnato, ha provocato al nostro patrimonio culturale.

Nel già citato comunicato stampa, il Consigliere Simone Lupi ha affermato: “Il parco dei Casali rappresenta un’opportunità per le comunità dei Castelli Romani” invitando l’amministrazione a “verificare la possibilità …  di poter andare oltre l’asta al fine di opzionare l’acquisto in quanto trattasi di beni dall’alto pregio storico culturale

Certamente l’imminente campagna elettorale non ha nessun ruolo nella sua nuova ed importantissima posizione che finalmente riconosce l’importanza culturale del sito. Cosa vorrà dire il consigliere Lupi con le parole “andare oltre l’asta”? Ce lo spiegherà, se vorrà. Cosa ne pensa a proposito il suo epigono Terzulli?

Noi pensiamo che si poteva andare oltre l’asta facendo valere i nostri ingenti crediti verso la società Casa Bianca, come anche prevede l’art. 160 del Codice dei Beni Culturali.

Si poteva andare oltre l’asta incoraggiando e valutando la proposta che Ciampino Bene Comune ed altri soggetti hanno avviato dal 2016, ai sensi dell’art. 42 della Carta Costituzionale, che con un’azione giuridica mirava a sottrarre ai privati inadempienti la proprietà in questione. In nome del bene comune, di interessi collettivi e diritti fondamentali inviolabili, come quelli relativi alla fruizione e tutela dell’ambiente, si tentava di rimettere una prima parte della Tenuta del Muro dei Francesi nelle disponibilità della comunità territoriale che ne è stata privata facendone il nucleo fondativo di un grande Parco pubblico. A tal proposito, nell’ottobre 2016, era stato notificato al Sindaco di Ciampino Terzulli l’invito perentorio a richiedere alla proprietà di impegnarsi per la riattivazione della funzione sociale dei beni abbandonati e, in caso di mancata risposta o rifiuto, trascorsi 150 giorni, egli avrebbe potuto procedere formalmente e gratuitamente all’iscrizione di quei beni al patrimonio comunale.

Non lo ha fatto, e ora quei Beni, architettonici, paesaggistici e storici rischiano di esser sottratti alla comunità territoriale con poco più di 500 mila euro.

Crediamo che quella cifra alla luce degli ingenti ed irreparabili danni arrecati al patrimonio culturale di Ciampino dalla Società Casa Bianca Srl sia notevolmente sovrastimata e non mancheremo con una successiva relazione di spiegare in dettaglio le nostre motivazioni.

Crediamo che vista la buona volontà dichiarata da Simone Lupi – anche per il ruolo istituzionale che riveste come Presidente della Commissione Bilancio della Regione-  e considerata la valenza del sito a livello territoriale che lui stesso riconosce, la Regione possa giocare la sua partita dichiarandosi disposta ad esercitare il diritto di prelazione, sempre esistente per un bene sottoposto a vincolo monumentale com’è il sito del Muro dei Francesi.

Come abbiamo già affermato, non crediamo che le posizioni espresse oggi dal signor consigliere regionale si possano confondere con futili promesse agli elettori dei Castelli romani ai quali finalmente viene rivelato che a Ciampino può nascere un Parco nella Tenuta del Muro dei Francesi.

È PER QUESTO CHE ASPETTIAMO IN TEMPI IMMEDIATI, COMPATIBILI CON QUELLI DELL’ASTA IN CORSO, FATTI CONCRETI, IMPEGNI SOSTENUTI DA DELIBERAZIONI DI GIUNTA COMUNALE E REGIONALE, VISTATI DAI RISPETTIVI COMPETENTI ORGANI PER LA LORO CONGRUITÀ ECONOMICA.

20 novembre 2017                                                                     Ciampino Bene Comune

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