Crea sito

PARCO PUBBLICO AL MURO DEI FRANCESI – Una partita tutta da giocare

LA SCORSA SETTIMANA MOVIMENTI ED ASSOCIAZIONI CITTADINE, TRA CUI CIAMPINO BENE COMUNE, HANNO INVIATO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ZINGARETTI, PER UNA PRESA DI POSIZIONE SULLA VENDITA ALL’ASTA DEI CASALI DEL SITO DI MURO DEI FRANCESI.

Avevamo anche chiesto di incontrarlo pubblicamente in occasione della sua venuta a Ciampino il 28 novembre scorso. Il Presidente ha sorpreso tutti rifiutando l’incontro pubblico con una comunicazione giunta nella mattinata del 28 con la proposta di anticiparlo nel pomeriggio, senza la sua presenza, ma con la partecipazione dell’assessore regionale all’ambiente. Nonostante l’orario proposto non abbia permesso la partecipazione della maggioranza dei movimenti che l’avevano richiesto, l’incontro si è svolto all’interno del Comune, con la partecipazione di CBC e con la presenza, oltre che dell’Assessore Buschini, anche del Sindaco Giovanni Terzulli e del Consigliere regionale Simone Lupi. 

LAssessore Buschini, alle rimostranze di CBC sull’incomprensibile rifiuto del Presidente ha ridotto la questione ad un banale problema di orari. Sulla questione posta dalle realtà cittadine relativa ad un impegno della Regione ad esercitare il diritto di prelazione per l’area dei Casali del Muro dei Francesi andati all’asta ha dato un assenso di massima, condizionando comunque l’azione ad una verifica della copertura economica ed  impegnandosi a garantire entro i primi giorni della prossima settimana un incontro con la Soprintendenza, ente titolato a concedere l’eventuale delega per l’esercizio del diritto di prelazione. Incontro a cui si è impegnato ad invitare anche movimenti ed associazioni cittadine.

FONDAMENTALE PER GARANTIRE OLTRE ALL’ACQUISIZIONE ANCHE LA REALE FRUIZIONE DEL SITO, SARÀ COMUNQUE L’ALLARGAMENTO DELL’AREA DEL PARCO DELL’APPIA ANTICA ALL’AREA DEL SITO CIAMPINESE: su questo è indispensabile un atto della Giunta e del Consiglio regionale che dovrà esser preso al più presto e comunque prima dello scioglimento del Consiglio Regionale.

TUTTO CIÒ, PUR LASCIANDO UNO SPIRAGLIO, È BEN DIVERSO DAL CLIMA DI EUFORIA CHE SI LEGGE IN MOLTE DICHIARAZIONI E PRESE DI POSIZIONE DI QUESTE ORE, ANCHE DI PERSONE E FORZE POLITICHE CHE HANNO FINORA PLATEALMENTE OSTEGGIATO (e tutti noi sappiamo con quali strumenti) LA TUTELA DI QUESTO PREZIOSO LEMBO DI TERRITORIO. DICHIARAZIONI E PRESE DI POSIZIONE CHE PRETENDONO DI DARE PER “RISOLTA” L’ACQUISIZIONE DEI CASALI. Un vero e proprio invito a starsene tranquilli a casa.

L’INVITO DI CIAMPINO BENE COMUNE è DI SEGNO TOTALMENTE OPPOSTO:

L’ASTA ANDATA DESERTA NON CI TRANQUILLIZZA AFFATTO: ALLUNGA SOLO I TEMPI DELLA DEFINIZIONE DI QUESTA PARTITA CHE NON DEVE CHIUDERSI CONTRO LA CITTÀ.

VIGILIAMO TUTTI PER EVITARE L’ENNESIMO SCIPPO AI DANNI DI QUESTO NOSTRO TERRITORIO.

VIGILIAMO TUTTI per garantire la realizzazione di un Parco Pubblico, paesaggistico ed archeologico, comprendente tutti i 12 ettari della Tenuta da accorpare, con progettazione condivisa degli usi e degli spazi, destinazione di uno dei fabbricati secenteschi a sede espositiva del gruppo dei Niobidi, ma anche per far tornare a produrre quegli splendidi terreni agricoli.

VIGILIAMO TUTTI per garantire la realizzazione di un vero grande polo culturale per la città e per tutti i territori confinanti, da cui possa partire per Ciampino, una nuova economia basata sul bisogno di cultura e di bellezza.

Pubblicato in comunicati

Casali all’asta – La contro perizia di Ciampino Bene Comune

Immagine tratta dalla perizia dell’Arch E. Benedetti. Scaricabile in fondo al post

Come avevamo preannunciato nel nostro comunicato stampa del 21 novembre scorso abbiamo inviato al Curatore fallimentare, al Giudice delegato, alla Soprintendenza che ha emesso il Decreto di tutela del 2015 del sito ciampinese, nostre osservazioni alla perizia che concorre a determinare il valore della vendita dei due Casali e della relativa area di pertinenza di circa quattro ettari.

GIUDICHIAMO TALE PERIZIA CARENTE ED IN ALCUNI PUNTI FUORVIANTE TANTO DA SOPRAVVALUTARE QUANTO MESSO ALL’INCANTO.

CHIEDIAMO, AI TITOLARI DEL CORRETTO SVOLGIMENTO DELL’ASTA, DI PRENDERE ATTO DELLE INCONGRUENZE DA NOI RILEVATE NELLA STIMA, DI EFFETTUARNE UNA NUOVA O DI RETTIFICARE LA PRECEDENTE, DI INSERIRE ALLEGATO “AGLI ATTI” DELLA PROCEDURA IL NOSTRO DOCUMENTO.  

Nelle osservazioni infatti rileviamo come nella perizia allegata all’asta giudiziaria siano elencati in modo incompleto voci che si tradurranno in ulteriori spese per il compratore che diventerà custode dei beni monumentali acquistati e che dovrà obbligatoriamente sborsare in aggiunta alla somma per l’acquisto.

Ci riferiamo a risarcimenti dovuti al Mibact per i lavori già svolti per il portale barocco (Il valore indicato in € 55.953,12 per il restauro del portale ci risulta notevolmente sottostimato sia rispetto a quanto già speso, sia rispetto al costo complessivo dei lavori di anastilosi del monumento);  somme non citate relative ad alcuni lavori essenziali quali la manutenzione del muro di recinzione, oggetto esso stesso di vincolo monumentale. Inoltre non si ha cura di prevedere la spesa per sondaggi e probabili lavori di bonifica dagli ordigni bellici, rinvenuti copiosamente nei lotti limitrofi e quindi da praticare su tutto il terreno in vendita.

Fuorviante e del tutto illogica è infine l’esposizione secondo la quale si darebbe per “scontata” la destinazione residenziale dei fabbricati.

Partendo dal termine “Casale” si arriva ad affermare perentoriamente “Dunque trattasi di immobili con destinazione originaria ad abitazione”.

Una conclusione che sottende un errore di fondo dovuto alla non conoscenza di come il termine “casale” abbia assunto nel corso dei secoli, dall’età tardo antica, alla medievale, alla moderna e contemporanea, significati affatto diversi. Nel nostro documento abbiamo richiamato bibliografia, a nostro parere sufficiente, a confutare la destinazione originaria ad abitazione.

Qui sotto è possibile scaricare la Perizia dell’arch E. Benedetti e le osservazioni di Ciampino Bene Comune


Pubblicato in comunicati

CIAMPINO CITTÀ IN SVENDITA

Il cuore della Tenuta del Muro dei Francesi è all’asta. Come al solito i cittadini lo hanno saputo solo per caso, così come accaduto per la vendita all’asta del complesso IGDO, il cuore della ex Città Giardino. Entrambi per una cifra risibile.

Il comunicato del Consigliere regionale Simone lupi a commento della notizia dell’asta ci ha lasciati stupefatti.

Siamo stupefatti perché ci siamo domandati:

  • se era lo stesso Lupi, assessore al bilancio e poi Sindaco del Comune di Ciampino, ora consigliere regionale che non riuscì a cogliere gli allarmi lanciati per oltre tre anni dalle associazioni cittadine per l’imminente crollo del Portale di via dei Laghi; se era lo stesso Lupi che insieme all’amministrazione comunale non ha detto una parola nell’aprile 2011 quando quel portale barocco, tra i più belli della campagna romana che costituiva l’accesso principale al sito del Muro dei Francesi, è poi crollato. Un crollo annunciato, ma nessuno, né i proprietari del bene che lo avevano in custodia, né gli enti preposti alla tutela, hanno avuto attenzione e pietà. Stesso copione nel luglio 2014 quando è crollato il tetto della Chiesuola su Via dei laghi. Ora, dopo tre anni è ancora esposta alle intemperie, condannata all’oblio nonostante sia un edificio religioso già citato nel Catasto Alessandrino (1660).
  • se era lo stesso Lupi che, all’indomani dell’avvio di vincolo di tutela da parte della soprintendenza Paesaggistica che avrebbe reso pressoché impossibile l’edificazione di 60.000 mc addosso ai resti della villa dei Valeri, affermava nelle sue dichiarazioni: “La comunicazione dell’avvio di procedimento […] giunge tanto inaspettata quanto grave nei suoi contenuti e presupposti […] Più che teso a tutelare i beni culturali […] sembra rispondere a una sorta di servizio a domanda individuale per tacitare i desiderata del comitato locale […]” e per rafforzare il suo parere sull’inconsistenza della motivazione di quel vincolo sottolineava che il portale della Marcandreola nel frattempo è rovinato a terra”.

Sì è certamente lo stesso Lupi. Evidentemente il Consigliere Lupi ha trovato il tempo per leggere narrativa e dispositivo del decreto di vincolo ed anche l’attenzione per comprenderne il significato.

PERTANTO, PRENDIAMO ATTO CHE LE PRECEDENTI POSIZIONI DEL CONSIGLIERE LUPI FANNO PARTE DEL PASSATO E NE SIAMO COLPITI E SODDISFATTI.

E’ bene ricordare, tuttavia, come si è arrivati a questo preciso frangente storico, riepilogando in sintesi le vicende che hanno interessato l’area oggi in vendita all’asta. 

La società Casa Bianca srl aveva acquistato i casali e circa 4 ettari di uliveto nel 1987. Da allora i beni, oggetto di varie proposte edilizie mai andate in porto, sono stati lasciati in colpevole abbandono nonostante i numerosi vincoli di tutela esistenti già dal 1935.

Risale infatti a quella data il vincolo sul portale barocco, poi nel 2005 vengono tutelati i Casali e l’area di pertinenza, nel 2007 la Soprintendenza manifesta l’interesse per tutta l’area recintata dal muro, ben più ampia di quella all’asta. Finalmente nel 2015, anche in seguito alla scoperta delle sette statue del ciclo dei Niobidi, notizia balzata alle cronache internazionali nel gennaio 2013, un vincolo definitivo riaccorpa in sé tutti i vincoli puntuali già esistenti e li amplia in virtù “… delle singole valenze storiche, architettoniche, archeologiche dei beni culturali ivi presenti e sulla base delle interazioni e relazioni visive tra gli stessi… [e] conferisce all’intero sito così delimitato un significato complessivo notevole che spazia tra la monumentalità dei singoli elementi/corpi architettonici al valore di memoria storica per gli eventi ivi susseguitisi”.

L’Amministrazione comunale di Ciampino ha ostacolato in tutte le sedi l’iter di apposizione del vincolo con osservazioni tese a limitarne l’influenza. Anche con un costoso ricorso al TAR.

Ancora adesso, dopo l’acclarata importanza del sito, nessuna pietà e nessuna voce si è levata per i casali che presentano squarci nelle coperture e pericolosi fuori piombo delle murature che annunciano imminenti nuovi crolli. Ciampino Bene Comune ha segnalato più volte, con perizie, fotografie, rilievi, lo stato di pericolo per l’esistenza stessa dei beni tutelati, ha segnalato i gravi danni, ma formalmente né la città di Ciampino, né lo Stato italiano è tra i creditori della società Casa Bianca, nonostante i danni irreparabili che questa società, sottraendosi al suo dovere di custode che la legge le ha assegnato, ha provocato al nostro patrimonio culturale.

Nel già citato comunicato stampa, il Consigliere Simone Lupi ha affermato: “Il parco dei Casali rappresenta un’opportunità per le comunità dei Castelli Romani” invitando l’amministrazione a “verificare la possibilità …  di poter andare oltre l’asta al fine di opzionare l’acquisto in quanto trattasi di beni dall’alto pregio storico culturale

Certamente l’imminente campagna elettorale non ha nessun ruolo nella sua nuova ed importantissima posizione che finalmente riconosce l’importanza culturale del sito. Cosa vorrà dire il consigliere Lupi con le parole “andare oltre l’asta”? Ce lo spiegherà, se vorrà. Cosa ne pensa a proposito il suo epigono Terzulli?

Noi pensiamo che si poteva andare oltre l’asta facendo valere i nostri ingenti crediti verso la società Casa Bianca, come anche prevede l’art. 160 del Codice dei Beni Culturali.

Si poteva andare oltre l’asta incoraggiando e valutando la proposta che Ciampino Bene Comune ed altri soggetti hanno avviato dal 2016, ai sensi dell’art. 42 della Carta Costituzionale, che con un’azione giuridica mirava a sottrarre ai privati inadempienti la proprietà in questione. In nome del bene comune, di interessi collettivi e diritti fondamentali inviolabili, come quelli relativi alla fruizione e tutela dell’ambiente, si tentava di rimettere una prima parte della Tenuta del Muro dei Francesi nelle disponibilità della comunità territoriale che ne è stata privata facendone il nucleo fondativo di un grande Parco pubblico. A tal proposito, nell’ottobre 2016, era stato notificato al Sindaco di Ciampino Terzulli l’invito perentorio a richiedere alla proprietà di impegnarsi per la riattivazione della funzione sociale dei beni abbandonati e, in caso di mancata risposta o rifiuto, trascorsi 150 giorni, egli avrebbe potuto procedere formalmente e gratuitamente all’iscrizione di quei beni al patrimonio comunale.

Non lo ha fatto, e ora quei Beni, architettonici, paesaggistici e storici rischiano di esser sottratti alla comunità territoriale con poco più di 500 mila euro.

Crediamo che quella cifra alla luce degli ingenti ed irreparabili danni arrecati al patrimonio culturale di Ciampino dalla Società Casa Bianca Srl sia notevolmente sovrastimata e non mancheremo con una successiva relazione di spiegare in dettaglio le nostre motivazioni.

Crediamo che vista la buona volontà dichiarata da Simone Lupi – anche per il ruolo istituzionale che riveste come Presidente della Commissione Bilancio della Regione-  e considerata la valenza del sito a livello territoriale che lui stesso riconosce, la Regione possa giocare la sua partita dichiarandosi disposta ad esercitare il diritto di prelazione, sempre esistente per un bene sottoposto a vincolo monumentale com’è il sito del Muro dei Francesi.

Come abbiamo già affermato, non crediamo che le posizioni espresse oggi dal signor consigliere regionale si possano confondere con futili promesse agli elettori dei Castelli romani ai quali finalmente viene rivelato che a Ciampino può nascere un Parco nella Tenuta del Muro dei Francesi.

È PER QUESTO CHE ASPETTIAMO IN TEMPI IMMEDIATI, COMPATIBILI CON QUELLI DELL’ASTA IN CORSO, FATTI CONCRETI, IMPEGNI SOSTENUTI DA DELIBERAZIONI DI GIUNTA COMUNALE E REGIONALE, VISTATI DAI RISPETTIVI COMPETENTI ORGANI PER LA LORO CONGRUITÀ ECONOMICA.

20 novembre 2017                                                                     Ciampino Bene Comune

Pubblicato in comunicati

Beni Culturali all’asta. I casali del Muro dei Francesi a Ciampino in vendita

Il cuore della Tenuta del Muro dei Francesi, interamente sottoposta a vincolo di tutela nell’ottobre del 2015 perché di “interesse culturale particolarmente importante”, è in questi giorni oggetto di un’asta giudiziaria del Tribunale di Velletri.

I beni di proprietà della Casa Bianca Srl – società in fallimento su cui grava anche un procedimento per violazione del Codice dei Beni Culturali per aver abbandonato e negli anni provocato il crollo di monumenti vincolati sin dal 1935 – saranno infatti in vendita sino al 29 novembre. Si possono acquistare all’incanto i ruderi del grande Portale barocco, lasciato crollare nel 2011, la chiesuola che si affaccia su Via dei Laghi, priva del tetto collassato recentemente, i casali secenteschi appartenuti ai Colonna e quasi 4 ettari di verde comprendenti l’oliveto storico.

Nella Giornata Nazionale del Paesaggio. La funzione sociale e culturale del Paesaggio. Tendere verso la bellezza, organizzata dal Mibact lo scorso marzo, il caso ciampinese della Tenuta del Muro dei Francesi, è stato giustamente rivendicato e celebrato, ribadendo il principio alla base del vincolo, ovvero: come sia “l’insieme dei monumenti presenti nell’area” – quelli all’asta, e l’adiacente sito archeologico della villa romana dei Valeri, balzato alle cronache internazionali nel gennaio 2013 per la scoperta delle sette statue del ciclo dei Niobidi – a formare “l’inscindibile unicum” posto a tutela.

Ciampino Bene Comune ed altri soggetti hanno avviato dal 2016 un’azione giuridica che, ai sensi dell’art. 42 della Carta Costituzionale, mira a sottrarre ai privati inadempienti la proprietà in questione. In nome del bene comune, di interessi collettivi e diritti fondamentali inviolabili, come quelli relativi alla fruizione e tutela dell’ambiente, si tenta di rimettere una prima parte della Tenuta del Muro dei Francesi nelle disponibilità della comunità territoriale che ne è stata privata facendone il nucleo fondativo di un grande Parco pubblico. A tal proposito, nell’ottobre 2016, era stato notificato al Sindaco di Ciampino l’invito perentorio a richiedere alla proprietà di impegnarsi per la riattivazione della funzione sociale dei beni abbandonati e, in caso di mancata risposta o rifiuto, trascorsi 150 giorni, egli avrebbe potuto procedere formalmente all’iscrizione di quei beni al patrimonio comunale. Non lo ha fatto, e ora quei Beni, architettonici, paesaggistici e storici rischiano di esser sottratti alla comunità territoriale con poco più di 500 mila euro. Eppure, a nostro avviso, la relazione tecnico – estimativa allegata all’asta fallimentare contiene alcune inesattezze e lacune che, di fatto, falsano il valore di quanto messo all’incanto: da un lato si sopravvaluta, ventilando la possibilità di realizzare abitazioni residenziali con le cubature esistenti (gli oltre 1500 mq dei fabbricati secenteschi), dall’altro si defalca e sottostima l’ammontare delle spese da sostenere per i lavori di restauro e da rifondere al Mibact. Se il reale valore commerciale dei beni in vendita è molto inferiore a quello stimato, altissimo, incommensurabile, è il loro valore culturale. Anche se il futuro acquirente sarà soggetto a tutti gli obblighi e spese derivanti dal vincolo, ci sembra innegabile il tentativo di sottrarre l’area dei Casali dall’assetto prospettato: nucleo fondativo di un grande parco pubblico di quasi 20 ettari in un territorio che vanta tra le più alte densità abitative del centro Italia, che abbracci l’intera Tenuta assicurando la continuità topografica e storica riconosciutale dalla disposizione di tutela.

Chiediamo a tutte le istituzioni coinvolte, partendo da Mibact e Comune di Ciampino, alle associazioni ed organizzazioni politiche e territoriali, di esprimersi e non assistere passivamente all’alienazione di questo Bene Comune.

Pubblicato in comunicati

IGDO, dopo la vendita all’asta non dobbiamo arrenderci

Una procedura di apposizione di vincolo è ancora possibile, e vi spieghiamo perché.

Nonostante tutte le posizioni consolidate sull’impossibilità di apporre ancora la tutela sull’IGDO, dopo ben tre sconfitte in sede giurisdizionale, noi siamo ancora convinti che sia possibile, anzi doverosa.

È la curiosità che ci ha spinto a leggere gli atti di questa lunga storia e questi, ancora una volta ci fanno dire che L’IGDO SI PUÒ E SI DEVE TUTELARE.

 Nella lettura dei documenti con cui abbiamo cercato di ricostruire questa strana storia che dura quasi da vent’anni, ci si può anche perdere. Ma anche al lettore meno esperto e più distratto balzano davanti alcune stridenti contraddizioni nel comportamento dei Commissari liquidatori della proprietà. Ed altrettanti comportamenti contraddittori da parte della allora Soprintendenza paesaggistica.

Nel 2003 la Proprietà produce una relazione di parte che punta a demolire ogni tipo di interesse per una eventuale tutela dell’immobile: storico, architettonico, demo-etno-antropologico.

Il peso della carta ed il prestigio della firma di questa perizia di parte è stato tale che la Soprintendenza la accetta subito e procede con la revoca del primo avvio di vincolo. Successivamente la Soprintendenza ha cambiato idea ed ha tentato due volte di riaprire la procedura, ma nel farlo ha preferito ignorare la suddetta relazione piuttosto che contestarla nel merito. Negligenza che ha portato ad altrettante bocciature di fronte al Consiglio di Stato.

Storia finita? Non proprio…

La mobilitazione dei cittadini, allora raccolti intorno alla sigla di IGDOLAB, avendo ben chiaro il peso di una tale Perizia, invece di ignorarla, fin dal 2008, con un proprio documento rispondono punto su punto alle argomentazioni della relazione di parte dimostrando con una serie di testimonianze scritte, di documenti storici di archivio, della lettura critica del disegno urbano della città storica di Ciampino, la totale erroneità delle tesi sostenute dalla relazione di parte della Siciet (cioè della proprietà), chiamando a testimonianza, se necessario, l’intera popolazione ciampinese.

Ma veniamo alla contraddizione sopra accennata:

La Siciet, dopo aver vinto in tutte le sedi giurisdizionali in virtù della suddetta relazione tecnica, improvvisamente la rinnega e sposa con passione proprio la tesi del documento IGDOLAB pubblicato nel 2008.

Il 13 Gennaio 2016 deposita infatti presso il Tribunale di Terni una nuova perizia in cui riconosce il significato “[…] simbolico e profondo che lega la città di Ciampino all’Igdo.[…]”. La stessa perizia si sofferma poi a ricordare come “l’immobile è anche gravato da un vincolo paesaggistico di Insediamento urbano storico… La destinazione d’uso prevalentemente pubblicistica assolve una funzione sociale, che mal si concilia con una qualsiasi ipotesi di investimento, condizionandone apprezzabilmente il valore”.

In pratica la Siciet ammette che dato l’alto valore storico, paesaggistico e simbolico dell’immobile questo non si presta ad operazioni di trasformazione immobiliare che ne possano portare un guadagno e quindi giustificare un investimento.

Sulla base di questa perizia viene costituita la seconda asta pubblica che abbatte il valore dell’immobile dai 7 mln di euro della prima asta a circa 1,5 mln di euro. Asta che si conclude con la vendita ad un consorzio che risulterebbe guidato dalla società Schiaffini per 1,61 mln di euro.

Come cittadini e cittadine di Ciampino pretendiamo che sia fatta chiarezza su questa vicenda perché salta agli occhi che ci sono solo due possibilità:

  • O l’IGDO non ha un valore culturale (come sosteneva la prima perizia) e quindi è appetibile per investimenti che ne sfruttino il grande valore commerciale.
  • Oppure l’IGDO ha effettivamente un grande valore storico, architettonico e simbolico e quindi si può e si deve avviare nuovamente una procedura di vincolo.

Ci poniamo infine una domanda innocente: se dovesse essere vera la prima ipotesi, per cui si darà seguito a quanto contenuto nel piano regolatore del 1998 e la superficie dell’IGDO sarà sfruttata a fini commerciali per hotel, multisala, residenze ed altro; come si giustifica l’abbassamento di 5,5 mln di euro di cui ha beneficiato l’attuale proprietà?

Chi risarcirà lo Stato e quindi i cittadini di questa regalia?

 

Pubblicato in comunicati

Fuori Raccordo, abitare l’altra Roma

Fuori Raccordo. Abitare l’altra Roma” (Donzelli Editore), è un volume frutto di una ricerca collettiva. Curato da Carlo Cellamare, raccoglie lo sforzo corale e multidisciplinare di ricercatori e docenti per indagare come in questi anni sia cambiata Roma ed il suo intorno.

La periferia della capitale nel tempo si è estesa ben oltre il Grande Raccordo Anulare, conformando in modo variegato un territorio ampio e intrecciandosi con i processi in corso nei comuni circostanti. Si tratta di mutazioni che interessano il paesaggio urbano e sociale, che ridisegnano la Roma che conosciamo (o che crediamo di conoscere), ampliando e nel contempo diluendo sempre più i suoi confini, ormai da ricercare ad un livello regionale. Tutto questo mentre, con il sopraggiungere della crisi economica, le dinamiche di valorizzazione del territorio sembrano avviarsi verso una radicale modificazione: dopo una stagione segnata dalla cementificazione selvaggia e dall’espansione illimitata della città, ad assumere importanza sembra essere sempre di più la valorizzazione economica dell’esistente.

Quelli descritti nel libro sono cambiamenti che non interessano solo la ricerca, e che non costituiscono solo temi di studio: si riflettono infatti materialmente sulle condizioni di vita di milioni di persone che nelle periferie vivono, e in esse sperimentano servizi carenti, quartieri ghetto, trasporti insufficienti.

Sono problemi che interrogano le realtà sociali e associative che fanno politica nella città di Roma, a maggior ragione quando gli assetti amministrativi non sembrano essere in grado di governare efficacemente questi mutamenti e le politiche di austerità diminuiscono le capacità di spesa del governo della città.

Presentazione nella Sala Consiliare di Ciampino, Venerdì 12 Maggio alle ore 18.00

Pubblicato in iniziative

ANELLO DEI PARCHI, un percorso per il bello

“Un percorso per il bello” attraversando Ciampino, dall’ Asse degli Acquedotti fino all’Appia Antica

Il GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Bici è un progetto partecipato per la realizzazione di un anello ciclo-pedonale accessibile a tutti che si sviluppa per 45 km all’interno della città di Roma. Il GRAB vuole diventare la colonna vertebrale della futura rete ciclabile capitolina e punta a realizzare collegamenti con i quartieri periferici di Roma e i comuni limitrofi, promuove idee di mobilità nuova nella città e accoglie proposte di cittadini, comitati e associazioni per cambiare la città con azioni semplici, condivise, partecipate (facebook.com/grabvelolove/).

Ciampino Bene Comune vuole cogliere le opportunità offerte al territorio dall’avvio del progetto GRAB e propone un percorso che mette in collegamento con un circuito ad anello il Parco dell’Appia Antica e il Parco degli Acquedotti e offre lo spunto per raggiungere, attraverso le sponde dei Fossi,  il Parco dei Castelli Romani. Il percorso ciclo- pedonale proposto diventa la giunzione tra l’Appia Antica, all’altezza di Via Capanne di Marino e la parte terminale dell’Asse degli Acquedotti, in corrispondenza dell’abitato di Morena, attraversando Ciampino. Il percorso ha una lunghezza complessiva di 4,5 km, si sviluppa prevalentemente lungo la Via dei Laghi che abbraccia a Sud tutto l’abitato di Ciampino e poi si inoltra per un buon tratto lungo le sponde del fosso Patatona, fino al sottopasso della ferrovia Roma-Cassino.

La proposta vuole anche essere la dorsale per lo sviluppo della mobilità sostenibile nella città di Ciampino, con percorsi ciclo pedonali all’interno dei quartieri divisi tra loro da ben quattro linee ferroviarie, asserragliati dal traffico veicolare, dove la presenza dei ciclisti è vista spesso con sofferenza ed intralcio alla circolazione. La proposta di una rete di percorsi ciclabili con la connessione alle tre stazioni ferroviarie presenti nel territorio, oltre a quella principale, può essere invece un vero rimedio all’uso indiscriminato dell’automobile.

Inoltre il percorso è un primo passo per l’avvio del recupero dei fossi che solcano il nostro territorio, per utilizzare il loro margine come tracciato ciclo-pedonale fino alle loro sorgenti nel cuore del Parco dei Castelli Romani. Qualche decennio fa l’unica soluzione che si seppe dare all’inquinamento dei corsi d’acqua, fu il loro occultamento. Infatti il percorso “Asse degli Acquedotti”, proposto dall’Associazione VII Biciclettari, dopo aver scavalcato il Grande Raccordo Anulare delle macchine si inoltra nel territorio di Ciampino e di Morena utilizzando quella striscia di cemento che nasconde l’alveo del Fosso Patatona. Proponiamo non più la tombatura come soluzione al problema dell’inquinamento ma, ora che i fossi sono tutelati con una fascia di rispetto e soprattutto di inedificabilità di ben 150 metri per parte, vogliamo che la pista ciclabile sia il primo passo verso il recupero ambientale di aree così importanti per la nostra città.  Due fasce larghe 300 metri che, se pur parzialmente occupate da fenomeni di abusivismo, costituiscono un corridoio naturale che si insinua nelle aree edificate.

Ultimo, ma non meno importante obiettivo della proposta, è la necessità di mettere in connessione alcuni elementi del nostro patrimonio storico culturale che troppo spesso è occultato, dimenticato e difficilmente accessibile. Su questo territorio, al confine comunale di Roma e alle pendici dei Castelli Romani, è ancora possibile inquadrare, attraverso l’immagine scomposta di una periferia senza regole e qualità, scorci della campagna romana e degli elementi naturali o antropici che hanno costituito fino a cento anni fa il paesaggio di Ciampino mentre ora ne sono la parte più occultata: casali, antichi tracciati viari, torri, mole, fontanili, evidenze archeologiche. 

Lungo il tracciato proposto si affiancano queste testimonianze e vogliamo che la più significativa per i numerosi aspetti che coinvolge, la tenuta del Muro dei Francesi, diventi il perno, lo snodo fondamentale di questo percorso. Il parco, sottratto all’edificazione dal muro che lo circonda e dalla volontà dei cittadini di Ciampino, deve ritornare nella disponibilità della nostra città. Il sito, sede della Villa attribuita a Valerio Messalla Corvino, console romano del I secolo a.C. pochi anni fa ha restituito un gruppo di sette statue che rappresentano il mito di Niobe e dei suoi sfortunati figli. Ora vogliamo che queste sculture ritornino – con il restauro dei casali, il recupero dell’uliveto secolare e della piccola chiesa in abbandono – nel contesto culturale di appartenenza.

Il tracciato diventa quindi un elemento di riqualificazione del territorio di Ciampino che è uno dei più urbanizzati d’Italia, con una percentuale di suolo cementificato pari al 39,75 %, una qualità dell’aria tra le peggiori nel Lazio, congestionato dal traffico di attraversamento dei pendolari provenienti dai Castelli Romani, schiacciato dal traffico aereo cresciuto negli ultimi 15 anni senza il rispetto delle regole.

Nonostante tutte queste criticità il nostro territorio si incunea tra le aree archeologiche e naturalistiche più belle d’Italia ed è partendo da quelle che vogliamo ritrovare stimolo per la sua riqualificazione e una nostra migliore qualità della vita.

Scarica la relazione completa

Pubblicato in iniziative

Ciampino Bene Comune per l’attuazione dell’articolo 42 della Costituzione

Domenica 22 Gennaio Ciampino Bene Comune ha partecipato all’assemblea “Attuare la Costituzione” promossa da Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Come è noto la nostra associazione sta cercando di far partire per l’area del parco dei Casali un percorso di riappropriazione collettiva, che trova la sua giustificazione giuridica proprio nell’applicazione dell’articolo 42 della nostra Carta fondamentale.

Non siamo soli in questo percorso, come testimoniano le esperienze di Napoli e San Giorgio di Pesaro, di cui è possibile leggere un breve resoconto in questo articolo di Salviamo il Paesaggio.

Dopo una fase di sensibilizzazione in cui abbiamo costruito diverse iniziative in città abbiamo inviato una richiesta formale al sindaco, affinché si attivasse per la restituzione delle aree alla loro funzione sociale. Il testo della nostra richiesta è disponibile a questo link.

La nostra formale richiesta dopo tre mesi non ha ancora ricevuto alcuna risposta.

Per chi volesse approfondire pubblichiamo qui sotto due documenti riepilogativi del senso del percorso che stiamo portando avanti.

Parco Muro dei Francesi_ rivendicazione ai sensi art.42 Costituzione

Parco Pubblico a Muro dei Francesi

Pubblicato in comunicati

IGDO, ancora nessuna notizia, perché questo assurdo silenzio?

Sono passaFoto IGDO 025ti più di cinque mesi da quel 13 aprile di quest’anno in cui si sarebbe esperita l’asta pubblica per la vendita della grande struttura sita nel cuore del centro storico di Ciampino. Diciamo ‘si sarebbe’ perché non solo non c’è nessuna comunicazione ufficiale del vincitore ma non si sa nemmeno se c’è un vincitore e se si è mai effettivamente esperita questa asta … Perché questo assurdo silenzio?

Non stiamo parlando di un bugigattolo qualsiasi che interessa solo e soltanto il venditore e i futuri acquirenti. Quando e cosa si farà di questa grande struttura (65 mila m3 su 1,69 ettari) interessa tutta la città e sono più di 15 anni che le associazioni e i movimenti cittadini lo affermano evidenziando l’importanza del complesso per la memoria storica di questa città e, al tempo stesso, sottolineando le caratteristiche costruttive, la dimensione e le grandi potenzialità che l’IGDO potrebbe avere per Ciampino, malgrado lo stato di abbandono in cui attualmente versa la struttura. Sia l’edificio che la grande area di sedime, anche per la loro posizione strategica, sono parte integrante della tessitura urbana del centro cittadino che, con il suo disegno a raggiera, fa ancora leggere la struttura del progetto della Città Giardino che si tentò di realizzare nella seconda e terza decade del Novecento”.

Che questi concetti base non siano patrimonio dell’Amministrazione ciampinese è ormai noto a tutti e la contrarietà della città alla decisione presa dal Comune che non intendeva partecipare all’asta, nonostante un  prezzo base più che abbordabile, si è espressa spontaneamente e senza ombra di dubbio con la grande fiaccolata della sera del 12 Aprile scorso.
Quanto si deve ancora aspettare per conoscere come stanno le cose e per iniziare ad ipotizzare il futuro dell’IGDO e di conseguenza del centro storico cittadino? Quali sono gli impedimenti per completare l’iter della vendita?

È evidente che i tempi della conclusione ufficiale dell’Asta hanno superato qualsiasi attendibile lentezza burocratica e che quindi c’è una situazione anomala che è doveroso rendere pubblica, magari con una specifica richiesta di chiarimenti al Ministero dello Sviluppo Economico che è il garante della regolarità dell’Asta stessa.

È mai possibile che l’Amministrazione non senta il bisogno di conoscere la situazione su una questione così sentita dall’intera città?

Rimane tutto in piedi il messaggio della fiaccolata del 12 Aprile: ASTA O NON ASTA LA PARTITA NON È CHIUSA,  IGDO BENE COMUNE!

Ciampino, 4 Ottobre 2016

Ciampino Bene Comune – Città in Comune – Officine Civiche

Pubblicato in comunicati

IGDO, immagini della memoria

http://ciampinobenecomune.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2016/04/IGDO_1080P.wmv

Pubblicato in Senza categoria